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La locandina
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Dal 7 al 10 aprile
Teatro delle Muse
Glauco
MAURI e Roberto STURNO
in
IL BUGIARDO
di Carlo Goldoni
Balanzoni - Giulio Pizzirani
Rosaura - Federica Bonani
Brighella - Daniele Griggio
Arlecchino - Leonardo Petrillo
Colombina - Chiara Andreis
Beatrice - Cristina Arnone
Ottavio - Mino Manni
Florindo - Nicola Bortolotti
Vetturino napoletano - Natale Russo
Lelio, figlio di Pantalone,
torna a Venezia da Napoli, città in cui è cresciuto seguendo l'impulso a vivere
una continua avventura, affidandosi al suo estro di bugiardo impenitente.
Capita subito nel pieno di una serenata che Florindo, amante timido, rivolge
segretamente a Rosaura, mentre insieme alla sorella Beatrice sta sul terrazzino
di casa. Senza indugio Lelio, assistito dal servo Arlecchino, si fa avanti,
attirando l'attenzione delle figlie del Dottore e attribuendosi il merito
dell'omaggio canoro. Da questo momento in poi inizia un rutilante gioco di
"spiritose invenzioni", come il fantasioso protagonista definisce le
sue menzogne: s'inventa un'identità ammantata di ricchezze e nobiltà, si
dichiara un cavaliere napoletano invaghito di Rosaura, si finge un amico di se
stesso con il padre, si vanta di aver goduto i favori delle sorelle con il
severo Ottavio, amante di Beatrice. Anche quando à smentito dai fatti, non si
perde d'animo e cambia con sollecitudine identità e storia, riuscendo comunque
convincente. Quando le esagerazioni raggiungono un livello insopportabile
d'immoralità, è scacciato dal padre e da tutti gli altri, mentre sul filo della
convezione teatrale si ricompongono le coppie di innamorati.
NOTE
DI REGIA
E’ la prima volta, dopo 23 anni
di attività, che la Compagnia affronta Goldoni.
Un appuntamento a lungo meditato e al quale, dopo aver portato sulla scena
tanti dei più grandi classici del lontano e recente passato, non poteva
mancare: Goldoni rappresenta una delle più gloriose
realtà del teatro (non solo italiano) di tutti i tempi e “Il bugiardo” è tutt’ora una delle sue opere più amate dalle platee di
tutto il mondo. Dopo il successo del “Volpone” di Ben Jonson,
accolto come uno dei più riusciti spettacoli, Glauco Mauri
(Pantalone) e Roberto Sturno (Lelio), in un
contesto completamente diverso, daranno vita a due personaggi di popolare
comicità e Goldoni, come sempre, ci parlerà con la
sua sorridente ironia dell’uomo con le sue luci e le sue ombre, i suoi errori e
la sua gioia di vivere. La scelta de “Il Bugiardo” ha una
meditata motivazione. Oltre all’indiscusso valore teatrale, “Il Bugiardo” offre
la possibilità di inventare uno spettacolo vivo e divertente e di poter
illuminare il testo di una sua particolare “poetica”. Le “spiritose invenzioni”
di Lelio, vissute con l’ironia a volte amara di Goldoni,
aprono un colorito interrogativo sul fascino ambiguo, ma non privo di poesia,
che può nascondersi nella “bugia”. In un mondo impigrito dalle consuetudini e
da polverose regole, l’affascinante poesia de “Il Bugiardo” porta un bagliore
di vita e di allegria che diverte, ma fa anche riflettere sulle nostre
debolezze e i nostri difetti.