SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
Dal 26 al 31 ottobre – Teatro Sperimentale
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Una scena di Sei personaggi in
cerca d’autore
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Note di regia
[…] ho già la testa piena di nuove cose! Tante novelle… E
una stranezza così triste, così triste: Sei personaggi in cerca d’autore:
romanzo da fare. […] Sei personaggi presi in un dramma terribile, che mi
vengono appresso, per esser composti in un romanzo, un’ossessione, e io che non
voglio saperne, e io che dico loro che è inutile e che non m’importa di loro
[…] e loro che mi mostrano tutte le loro piaghe, e io che li caccio via… - e
così alla fine il romanzo da fare verrà fuori fatto.
[Lettera di Pirandello
al figlio Stefano del 23 luglio 1917]
Ma non fu il romanzo, fu una
“commedia da fare” che venne fuori fatta: la commedia di quei sei personaggi
che lo ossessionavano perché il loro dramma fosse composto in forma di romanzo
e che, frustrati dal rifiuto persistente dell’autore, vanno in un teatro
sperando di avere migliore fortuna.
L’arrivo dei sei personaggi in cerca d’autore sul palcoscenico di un teatro
dove una compagnia sta facendo le prove e l’arrivo di Sei personaggi in cerca
d’autore sui palcoscenici dei teatri di tutto il mondo, costituirono, ai suoi
tempi, un fatto clamoroso. Oggi è diventato un classico del Novecento; è un
titolo famosissimo, ma al solo sentirlo citare provoca, insieme al nome del suo
autore, un sentimento di grande noia.
Al centro di quasi tutte le commedie annegate nel dramma, drammi annegati nella
commedia, tragedie annegate nella farsa, farse annegate nella tragedia, ecc.
ecc., al centro di tutti questi annegamenti pirandelliani
c’è sempre, o quasi sempre, una famiglia.
Qui di famiglie ce ne sono due; due famiglie ma, una mamma sola. La prima
famiglia è costituita dal Padre e dal Figlio, essendosene la Madre andata via
con un altro uomo. La seconda famiglia è costituita dalla Madre, presentemente
vedova poiché l’altro uomo, nel frattempo, è morto; e dai figli avuti da
costui: la Figliastra, il Giovinetto, la Bambina.
Le due famiglie si sono riunite in seguito ad un fatto piuttosto scabroso: il
Padre stava lì lì per scoparsi la Figliastra in una
casa d’appuntamenti travestita da sartoria di lusso per Signora, di cui il
padre era cliente; non per i vestiti, beninteso, ma per le ragazzine; e fra
queste, appunto, un giorno gli capitò la Figliastra. L’arrivo inopinato della
Madre evitò lo svolgersi del fattaccio.
Dopo la riunione in casa del Padre, la vita in famiglia delle due famiglie è
quanto di più difficile e tormentato: odi disprezzi strazi sdegni ricatti
vendette fra padre madre figlio figliastri fratelli fratellastri sorellastre;
mancano, purtroppo, suoceri e cognati.
Il ritratto che ne viene fuori potrebbe essere atroce se Pirandello,
come sempre fa, non annegasse quell’inferno d’irrealtà e d’imbecillità borghese
nell’aura dolciastra del dibattito pseudo-filosofico
e pseudo-estetico. E la trama nera dei suoi canovacci
– così esemplarmente italiani – continua, da quasi un secolo, ad essere
nascosta sotto la maschera del conflitto fra finzione e realtà, uno nessuno e
centomila, vita che cangia e forma che non cangia.
Carlo Cecchi
La Compagnia
PAOLO GRAZIOSI (Il padre)
Diplomatosi al Centro
Sperimentale di Cinematografia, inizia con Zeffirelli,
Gianfranco De Bosio e Franco Enriquez.
Nel ’68 comincia un lungo sodalizio con Carlo Cecchi,
durato fino ad oggi: Woyzek, ‘A morte dint’o lietto, e Don Felice,
Tamburi nella notte, L’uomo la bestia e la virtù, Il compleanno, Amleto, Sogno
di una notte d’estate. Con Eduardo Ogni anno punto e a capo al Piccolo. Per
circa quindici anni è allo Stabile di Genova dove incontra Ronconi,
Peter Stein, William Gatskil, Luca Barbareschi, Marco Sciaccaluga,
Franco Però. Lavora a lungo con Roger Planchon in Francia. Tra gli ultimi lavori: Io sono il
Maestro (regia di Sergio Maifredi), Primo Amore di Beckett e La lezione di Ionesco,
di cui è interprete e regista.
SABINA VANNUCCHI
Debutta con il padre, Luigi Vannucchi, nel Mercante di Venezia al Teatro romano di
Verona per la regia di Giancarlo Cobelli e prosegue
lavorando fra gli altri con Giancarlo Sbragia (I
Demoni), Giorgio Strelher (L’anima buona di Sezuan), Lamberto Pugelli,
Armando Pugliese, Maurizio Scaparro (La vita di
Galileo), Sandro Sequi (La vita che ti diedi), Angelo
Longoni, Giovanni Lombardo Radice, Antonio Calenda (Il Visitatore). Ha già lavorato con Carlo Cecchi ne La Tempesta di Shakespeare
e Lu curaggio de no pumpiero di Scarpetta. Tra gli ultimi lavori: “Possesso”
con Franca Valeri per la regia di Toni Bertorelli.
ANTONIA TRUPPO (La figliastra)
Nata a Napoli nel 1977, si
diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini.
Successivamente all’esperienza napoletana che la vede attrice per Tato Russo e Carlo Croccolo,
partecipa a tutti gli spettacoli della compagnia Gloriababbi
Teatro: Gabriele e Zenit (regia di Giampiero Rappa),
Trinciapollo (regia di Fausto Paravidino), 2 Fratelli
e Genova O1 (regia di Filippo Dini). Con Carlo Cecchi lavora in Le nozze di Cechov
e Leonce e Lena di Büchner.
L’esperienza cinematografica si apre con Damiano Damiani
in Ama il tuo nemico e prosegue con Antonio Capuano
in Luna Rossa, con Sandro Dionisio in La volpe a tre zampe e con Diego Olivares in H.
FRANCESCO FERRIERI (Il figlio)
Nasce a Roma nel ’76. A Roma
comincia la sua formazione come attore, con il Teatro dei Cocci. Scrive ed
interpreta a diciassette anni il suo primo testo teatrale dal titolo Puro,
realizzato con la regia di Roberto Turchetta. Nel
2000 si iscrive al secondo anno della Scuola del Teatro Stabile di Genova. Qui
interpreta, tra le altre opere, Donne all’assemblea di Aristofane
(regia di Annalaura Messeri), Anima buona del Sezuan di Brecht (regia di Marco Sciaccaluga), Edipo Re di Sofocle (regia di Massimo Mesciulam). A Genova è l’incontro con Carlo Cecchi, che lo sceglie per il ruolo del figlio nei Sei
Personaggi in cerca d’autore di Pirandello.
CECILIA FINETTI (Il giovinetto)
Nasce ad Ancona nel 1982.
Partecipa fin da bambina a laboratori e corsi amatoriali di teatro. Mentre
frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia a Macerata, a diciannove anni si
iscrive alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile delle Marche. Terminato
il secondo anno della scuola, viene scelta da Carlo Cecchi
per interpretare il ruolo del ragazzo nei Sei Personaggi in cerca d’autore di Pirandello. E’ oggi al suo debutto come attrice in una
compagnia professionale di prosa.
ANGELICA IPPOLITO (Madama Pace)
Nata a Napoli, si trasferisce
bambina a Roma, dove vive attualmente. Nel 1967 frequenta l’Accademia d’Arte
Drammatica e nel ’68 partecipa al primo “Granteatro”,
compagnia formata da Cecchi, Graziosi e Hartmann. Nel ‘68/’70 entra nella compagnia di Eduardo De
Filippo dove resterà per circa dodici anni recitando quasi tutto il repertorio eduardiano; al teatro alterna varie apparizioni televisive,
fra cui il ciclo del Teatro di Eduardo. Nel cinema lavora con registi quali
Zampa, Lattuada e Damiani.
Nel 2001 lavora nuovamente con Cecchi, a Palermo, nel
Leonce e Lena di Büchner.
CARLO CECCHI (Il regista)
Nato a Firenze e cresciuto fra
Napoli e Roma, dove vive attualmente. Dopo aver frequentato, all’inizio degli
anni Sessanta, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica come allievo attore, dal
1968, anno di fondazione del suo proprio teatro, ha diretto molti spettacoli e
recitato molti ruoli. Si ricordano qui: Woyzek e Leonce e Lena di Büchner, Il
bagno di Majakovskij, L’uomo, la bestia e la virtù di
Pirandello, Il borghese gentiluomo e Il misantropo di
Molière, Il compleanno di Pinter,
Finale di partita di Beckett e molte volte Shakespeare, fra cui una trilogia: Amleto, Sogno di una
notte d’estate, Misura per misura.
FEDERICO OLIVETTI (Assistente del
regista)
Nasce in provincia di Vicenza nel
1973. Vive e studia a Padova, dove si laurea presso la Facoltà di Lettere e
Filosofia. Dopo aver frequentato corsi di cinematografia negli Stati Uniti,
comincia a lavorare in Italia per il cinema e per il teatro. Dopo aver curato
la regia di Creditori di Strindberg ha lavorato negli
ultimi anni come assistente alla regia con Gabriele Lavia
per La storia immortale di Karen Blixen,
con Luigi Dall’Aglio per L’amica delle mogli di Pirandello
e con Luca Ronconi per Peccato fosse una puttana di John Ford ed Infinities
di J.D. Barrow.
(Gli attori)
ALESSANDRO BALDINOTTI
Fiorentino, si diploma alla
Civica Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano (Paolo Grassi) nel
1983. Lavora con Massimo Castri negli spettacoli Urfaust,
J.G.Borkman, Il berretto a sonagli, e Fede, speranza
e carità. Partecipa a numerosi Festival Intercity del Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino diretto da molti registi
stranieri. Negli ultimi anni fa parte della compagnia del Teatro Garibaldi di
Palermo diretta da Carlo Cecchi prendendo parte a:
Trilogia Shakespeariana, Le nozze e Leonce e Lena. Ha lavorato inoltre in spettacoli teatrali con
i seguenti registi: Giancarlo Sepe, Armando Pugliese,
Pier’Alli, Paolo Poli, Franco Però, Ferdinando Bruni,
Massimo Navone e Barbara Nativi.
ISABELLA CARLONI
Laureata in filosofia e diplomata
alla Scuola di Teatro di Bologna nel ’91, segue da anni un originale percorso
teatrale che fonde la danza, il canto e la ricerca vocale con il teatro di
narrazione e di prosa. Ha lavorato con molti protagonisti del teatro italiano:
con Carlo Cecchi nella Hedda
Gabler, con Marco Baliani –
si ricorda qui il suo Peer Gynt
-, con Toni Servillo ne Il misantropo, con Elio De
Capitani, con Giovanna Marini, con Giancarlo Sepe,
con Monica Conti e con Andrea Adriatico per i Teatri di Vita. Collabora con lo
Stabile delle Marche sia come attrice – è con Claudia Cardinale nel Come tu mi
vuoi di Pirandello diretto da Pasquale Squitieri – che come formatrice presso la Scuola di Teatro.
PAOLA GIORGI
Attrice, marchigiana. Formazione
e percorso professionale si snodano attraverso una serie di incontri: P.Rossi Gastaldi A coloro che verranno da Brecht e Valentine, S. Marconi Cantando sotto la pioggia – Le avventure di
Pinocchio – Il gioco dell’epidemia, T. Paolucci Commedia Ridicolosa da Goldoni – Il Campiello di Goldoni,
M. Navone Scene d’amore perduto da Shakespeare, M.
Conti Bambini di notte di F. Soldi, L. Moretti Vernichtet, P. Quartullo Deus ex machina di Woody
Allen, G.P. Solari Nozze di Checov,
Majakovskji e Brecht, Cherif Roberto Zucco di Koltés e Valerio Binasco. Ed ora
Carlo Cecchi.
Per saperne di più: www.paolagiorgi.it
RICCARDO LUPO
Nasce a Roma nel 1979. Vive e
studia a Palermo dove ha le sue prime esperienze teatrali attraverso il lavoro
allea scenografia di varie rappresentazioni dell’Opera dei Pupi. Successivamente
a una ricerca sul teatro delle ombre cinesi collabora alla regia della “Storia
dell’Astolfo che si sdoppia” e lavora come attore in diversi cortometraggi. Nel
2000 si trasferisce a Bologna dove frequenta la Scuola di Teatro e si iscrive
al DAMS. Nei due anni successivi frequenta a Sidney uno stage del National Institute of Dramatic Art. Incontra Carlo Cecchi durante le Orestiadi di Gibellina.
PAOLO MANNINA
Formatosi alla Scuola del Teatro
Biondo Stabile di Palermo, tra il ’96 e il 2002, contemporaneamente alla sua
attività di docente di letteratura italiana e filologia latina e greca nei
licei statali italiani e spagnoli, lavora come attore nel teatro, nel cinema e
nella televisione, tra Italia e Spagna. La sua esperienza di attore comincia
con il Gruppo della Rocca in spettacoli diretti da Guicciardini
e Bob Marchese. Inizia a lavorare come attore con Carlo Cecchi
al Teatro Garibaldi di Palermo nella messa in scena della Trilogia Shakespeariana e successivamente in Le nozze di Cechov e Leonce e Lena di Büchner. Attualmente è docente di recitazione nel corso di
teatro presso la scuola italiana di Madrid.
RINO MARINO
Nasce in Sicilia, nella provincia
trapanese. Si laurea in Medicina e Chirurgia
all’Università di Palermo, specializzandosi poi in psichiatria con la tesi “drammaterapia: aspetti teorici e metodologici e riflessioni
su un’esperienza di drammatizzazione con pazienti cronici”. Parallelamente alla
sua attività di medico, ha frequentato laboratori con Carlos
Riboty, Gary Brackett (Living Theatre), Julian Vargas e Grant Mc Daniel ed ha interpretato molti lavori teatrali e
cinematografici. Ha scritto e pubblicato testi di poesia e teatro e nel 2000 ha
ricevuto il premio nazionale “Liolà”. A Palermo
dirige attualmente la compagnia teatrale Sukakaifa, composta
da pazienti con disagio psichico.
STEFANO TOSONI
Marchigiano, comincia poco più
che ventenne a frequentare i primi laboratori di teatro ragazzi. Nel ’99 recita
nel suo primo spettacolo, Insomnia, prodotto dal
Teatro del Canguro di Ancona. Nel 2000 si iscrive al biennio della scuola di
recitazione del Teatro Stabile delle Marche. Negli ultimi anni, oltre ad aver
conseguito la Laurea in Economia Politica, interpreta vari ruoli in spettacoli
di teatro di prosa e teatro ragazzi e costituisce, con altri amici e colleghi,
una piccola compagnia (Compagnia del vicolo corto). Frequenta laboratori di
Commedia dell’Arte con Carlo Boso e stage
sull’improvvisazione; con la regia di Michele Casarin
di Pantakin Teatro (Venezia) recita ne Il Corvo.