UN DECAMERONE
PROGETTO DIDATTICO
DELLA SCUOLA DI AVVIAMENTO AL TEATRO
DELLO STABILE DELLE MARCHE
IN SCENA AL TEATRO SPERIMENTALE DI ANCONA
I 12 MIGLIORI ALLIEVI DIPLOMATI IN QUATTRO ANNI
ALLE PRESE CON 13 NOVELLE DEL DECAMERON DI BOCCACCIO
DIRETTI DA LUIGI MORETTI
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La Compagnia
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Dopo aver provato al Teatro
Comunale di Chiaravalle per un mese va in scena il 3
maggio a Chiaravalle e dal 5 all’11 maggio al
Teatro Sperimentale di Ancona a chiusura della Stagione di Prosa 2004/5 la
produzione - progetto didattico – “Un decamerone”
Burle d’amore de’ moderni tempi come degli antichi
con la regia di Luigi Moretti, liberamente tratto dal Decameron
di Giovanni Boccaccio.
L’allestimento dello spettacolo è un progetto del Teatro Stabile delle Marche
legato alla Scuola di Avviamento al Teatro che prevede la formazione di un
gruppo di allievi/attori, scelti su selezione tra i diplomati della Scuola
di Avviamento al Teatro, per farli avvicinare più concretamente al lavoro
di attore e misurarsi con i tempi reali e le regole di una produzione.
Più di cinquecento - spiega Tommaso Paolucci
direttore del Teatro Stabile delle Marche - sono gli studenti che hanno
finora frequentato la nostra Scuola, che ha una sede ad Ancona, una a Fabriano
e una serie di laboratori nella Provincia di Pesaro Urbino, diamo alla
formazione una grande importanza, non solo per la preparazione di possibili
nuovi attori, ma anche considerando questa attività come fondamentale per il
radicamento della cultura nel territorio e il potenziamento del rapporto tra
cittadino e teatro, creando così, una sinergia tra: formazione, programmazione
e produzione di spettacoli che sono le peculiarità del lavoro di un Teatro
Stabile Pubblico.
Per “Un Decamerone” vedremo in scena 12 attori: Pierpaolo
Tommassini (Calandrino), Fabiana Baldinelli (Monna Tessa), Gianluca d¹Ercole (Bruno), Romina Antonelli
(Nella), Massimiliano Giongo (Buffalmacco), Martina Luca (Monna Zeppa), Arnaldo
Taffi (Messer Simone), Elena Moretti
(Monna Giacomina), Monia Silvestri
(Caterina), Francesco Cinti (Pinuccio), Roberto Marchetti
(Tofano), Alessia Raccichini
(Niccolosa).
In Un Decamerone, liberamente tratto dalle
novelle di Boccaccio, la struttura drammaturgica consiste in un fitto intreccio di storie che
hanno in comune una tematica a sfondo erotico/amoroso con un gioco ricorrente
di allusioni e azioni esplicite: il filo che le unisce è il solito girotondo di
scambi e tradimenti di sicuro impatto comico ma senza tralasciarne gli elementi
più poetici, dichiara il regista Luigi Moretti. Lo spettacolo è
strutturato su due binari paralleli su cui far muovere gli attori: il primo,
principale e dilettevole, è quello del racconto attraverso il quale si dipanano
le storie; l’altro, più evocativo ed essenziale, è il riflesso di uno specchio
interiore più immerso in quella buia esistenza fatta di miseria e malattie dove
è l’amore, tanto bramato, a far da padrone.
L’aspetto più rivoluzionario del Decameron è la
democratizzazione dell¹amore: questo sentimento non è
più prerogativa solo degli animi nobili ma si estende anche agli animi più
umili perché, secondo il Boccaccio, l’amore eleva
tutti e tutto. L’ambientazione è popolare: sulla scena, povera e stilizzata,
quasi un enorme stalla, i dodici protagonisti, vestiti con costumi rustici e
colorati di tinte calde e passionali, si muovono, come in un “vaudeville
medioevale”, travolti da sonorità mediterranee. Amore, dunque,
come avventura sensuale, istinto sano, naturale e irrefrenabile, sublime o
tragico, comunque sempre presente perché vitale, espressione di civiltà e gioia
dell’esistenza.
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da beatrice giongo
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