Se è vero che Mozart ha
“reinventato” tutti i generi musicali della sua epoca, è forse nel terreno del
concerto che la sua personalità ha ottenuto i risultati più radicali e
rivoluzionari, mostrando al mondo, sul piano dell’arte, quanto immenso e
prezioso potesse essere il valore della libertà dell’individuo in rapporto a se
stesso, ai suoi simili, alla natura che lo circonda. Nel concerto per
pianoforte, in particolare, egli ha offerto all’espressione artistica tutta
l’inesauribile ricchezza dell’essere, penetrando il sentimento del tragico e
manifestando l’aspirazione umana verso il Bene con pari intensità. Fra questi
estremi si muovono il concerto in re min. K. 466 e quello in do magg. K. 467,
due autentici tesori artistici che l’O.F.M intende “offrire” a Mozart, nel mese
della sua nascita, nella straordinaria interpretazione di Melvyn Tan, un
artista che, forte di un’esperienza decennale sancita da numerose incisioni
discografiche come fortepianista, si presenterà al pubblico marchigiano in
veste di maestro concertatore e solista per ricreare quel rapporto di
intima complicità con l’orchestra tanto caro a Mozart.