STAGIONE LIRICA 2005-2006
Presentazione a cura del direttore
artistico
M° Alessio Vlad

Scena da “Roberto Devereux” (Opera
di Roma)
Tre
grandi ruoli per tre primedonne: Costanza de Il Ratto dal
serraglio, Elisabetta I d’Inghilterra del Roberto Devereux,
Leonora de Il trovatore;
e allora una debuttante in Italia, ma
reduce da importanti successi internazionali nel ruolo: Sine Bundgaard; una debuttante nel ruolo, ma già
affermata anche nel nostro paese: Dimitra
Theodossiou; una delle “voci” del momento, nuova stella
del Metropolitan: Sondra
Radvanovsky.
E ancora, per quanto riguarda le voci, Josè Bros, tenore che non ha bisogno di presentazioni,
debuttante nel ruolo di Belmonte (Il Ratto dal Serraglio) la coppia Magali Léger e Loïc Felix che proprio nei ruoli di Blonde e Pedrillo hanno
trionfato la scorsa estate al festival di Aix en Provence, Reinhard Dorn che ha interpretato il ruolo di Osmino sui più
importanti palcoscenici del mondo, il cast dell’Elegia per
giovani amanti di
Henze in cui non si può non sottolineare accanto alla presenza di un’altra
primadonna come Hanna Schwarz quella del giovane baritono Davide Damiani,
di Caroline Stein,
che ha già sostenuto l’impervio ruolo di
Hilda Mack la scorsa stagione all’Opera
di Berlino, del tenore americano John Bellemer oltre al ritorno ad Ancona di Ruth Rosique
e Roberto
Abbondanza, Massimiliano
Pisapia, nuova voce di tenore italiano, e Roberto Frontali
nel Devereux, Walter Fraccaro,
Marianne Cornetti e Vladimir Stojanov nel Trovatore.
Per quest’ultima opera è prevista una seconda compagnia che metterà
alla prova cantanti più giovani e di
minore esperienza ma già tutti molto promettenti: perché le Muse debbono essere
anche banco ed occasione di prova per giovani e nuovi talenti.
Quattro direttori d’orchestra che per la prima volta salgono sul
podio della Filarmonica Marchigiana: Theodor Guschlbauer, Lothar Koenigs,
Bruno Campanella
e Patrick
Fournillier; tutti di grande esperienza e di indiscussa autorità internazionale:
sicuramente ognuno darà un contributo prezioso
alla crescita dell’ orchestra e del
coro.
Quattro produzioni
e quattro coproduzioni, o collaborazioni, con sei Teatri: frutto di un lavoro
lungo, spesso faticoso di tutta la struttura della Muse che deve
essere considerato un risultato importante e un riconoscimento
del ruolo che oramai Le Muse hanno nel
panorama nazionale e non.
I registi, gli scenografi, i costumisti: gli inglesi Stephen Medcalf
e Isabella Bywater
per Il Ratto (coprodotto con Cagliari), Pier Luigi Pizzi
che si misurerà con un’opera del Novecento (l’Elegia di Henze coprodotta
con Napoli), Giovanni
Agostinucci che
nella chiave di un omaggio alla
più grande tradizione teatrale
riproporrà un allestimento storico (il Devereux in collaborazione
con Roma e Bergamo ), Paul Curran
e Kevin Knight
autori di un allestimento (Il
trovatore) che ha già avuto il suo battesimo, con lusinghiero successo, a Bologna nella scorsa
stagione e che dopo le recite ad Ancona sarà portato a Tokyo e Oporto.
E’ una stagione che testimonia il grande sforzo che
Ancona sta facendo per costruire una realtà che ha l’ambizione di guardare ben oltre i confini
regionali proiettandosi verso l’Europa.
Intorno ad ogni opera verrà
costruito un percorso affinché il pubblico possa avere tutte le possibilità di
arrivare preparato all’ascolto coinvolgendo scuole ed università.
Quello che è importante è che il Teatro delle Muse
venga recepito come forza propositiva, al centro e dentro la città e la
regione mantenendo sempre la qualità come presupposto dell’attività di
programmazione e di realizzazione.
In questo periodo, breve dalla sua apertura, il Teatro ha
formato una sua struttura interna: è un fatto importantissimo perché
così il Teatro, costruendo una sua identità, è diventato autosufficiente
e autoreferente. Non bisogna
dimenticare, infatti, che la qualità
artistica è sempre il frutto di una corretta ed organizzata gestione. Ci sono
tutte le premesse perché il percorso continui verso risultati sempre più
importanti.
Alessio
Vlad
"Guida
all'Opera" al Ridotto, le date e i musicologi