CLAUDIA CARDINALE IN SCENA SECONDO SQUITIERI

AL VIA LA PRODUZIONE DELLO STABILE DELLE MARCHE CON CLAUDIA CARDINALE
CLAUDIA CARDINALE IN SCENA SECONDO SQUITIERI

Protagonista della pirandelliana Ignota di un “Come tu mi vuoi” tra teatro e cinema

 

Claudia Cardinale, premiata con l’Orso d’Oro all’ultimo festival di Berlino, torna in Italia per debuttare, il prossimo 18 ottobre, alle Muse di Ancona come protagonista di Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello. Per la prima volta, la grande attrice cinematografica, residente in Francia, sarà diretta in teatro dal marito Pasquale Squitieri.

 

“Il colpo di fulmine, tra me e il testo, - scrive Squitieri nelle note di regia, - è nato quando, leggendo e rileggendo, ho scoperto che il vero protagonista, il deus ex machina della vicenda è Boffi, il fotografo. E che la nuova divinità, capace di imporre al Novecento una nuova religione, una nuova morale, un nuovo linguaggio, è la fotografia”. L’immagine di sé, dunque, come motore drammaturgico di uno spettacolo che il regista immagina tra cinema e teatro, con un grande schermo in scena dove gli spezzoni di alcuni dei film più noti interpretati da Claudia Cardinale (“La ragazza di Bube”, “Il Gattopardo”) interagiscono con la recitazione dal vivo. Ma non solo. Per dieci giorni, nello scorso mese di agosto, Squitieri ha realizzato, all’interno della villa romana dell’attrice tunisina, delle riprese che ha poi montato per cominciare, in questi giorni di metà settembre, le prove al teatro La Nuova Fenice di Osimo (in provincia di Ancona).

 

“Dalla fotografia al cinema, - annota ancora Squitieri - dal cinema alla televisione infatti, le alterità si moltiplicano, le identità si cancellano, si assume un “ruolo”, o molti ruoli. (…) L’Ignota è l’immagine - incarnata, per Salter, poi per Bruno. E’ la condizione alienata della donna che solo l’uomo può sottrarre alla maledizione dell’anonimato, obbligandola però a passare da una subalternità all’altra. Consapevolezza che grida la ribellione, ma s’arrende alla condizione. E’ Donna solo per Mop, la figliastra di Salter che molti hanno definita lesbica, ma che in realtà è solo una donna che ama una donna. E Mop, da personaggio secondario, forse sfuggito alle ossessioni dell’Autore per le accuse di passione incestuosa per la figlia Lietta, moralisticamente cancellata nel secondo e terzo atto dall’ideologia sessista che Pirandello ereditava dalla sua origine e dalla lettura di Weininger, diviene per me, protagonista dell’epilogo. Travolta da una dicotomia schizoide che confonde, moltipica, sottrae, identità e alterità; si rifugia nella corporeità stabile della “replica”, dove l’Io si sdoppia e crea come nel “Gradiva” di Jensen”.

 

Nella locandina di questa produzione dello Stabile delle Marche, voluta dal direttore generale Tommaso Paolucci e dal direttore artistico Giampiero Solari, trovano posto, oltre alla Cardinale, Memé Perlini nel ruolo del fotografo Boffi, Franco Molé nel ruolo del compagno dell’Ignota-prostituta a Berlino, Fiorella Rubino nei panni di Mop, i marchigiani Federico Fazioli (interprete di Bruno, l’ufficiale italiano che crede di riconoscere nell’Ignota la moglie dispersa durante la guerra), Isabella Carloni, Tiziana Marsili Tosto, Anghela Alò.

 

La messinscena, dopo avere inaugurato la stagione di prosa delle Muse con repliche il 19 e il 20, sarà poi: 22/24 ottobre al Teatro Fraschini di Pavia, 26/27 ottobre al Teatro Comunale di Ivrea, 29 ottobre/3 novembre al Teatro Nuovo di Verona, 5/24 novembre al Teatro Argentina di Roma, 26 novembre/1 dicembre al Comunale Verdi di Salerno, 3/16 dicembre al Diana di Napoli, 21/26 gennaio al Metropolitan di Catania, dal 29 gennaio al 9 febbraio al Biondo di Palermo, 11/ 16 febbraio al Vittorio Emanuele di Messina, 18/ 23 febbraio al Pirandello di Agrigento, dal 25 febbraio al 16 marzo al Teatro Nuovo di Milano (coproduttore dello spettacolo).




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