| FESTIVAL JAZZ CON GRANDI NOMI |
FESTIVAL JAZZ: TRE GIORNI DI ESCLUSIVE, DI STORIA E GRANDI NOMIIn tre giorni, dal 14 al 16 novembre, si svolge ad Ancona la sesta edizione del Festival jazz, che si conclude con Dianne Reeves “Il festival – dice Massimo Tarabelli, presidente dell’associazione SpazioMusica
che organizza AnconaJazzFestival, - segue una linea che congiunge l’originalità
delle proposte, la riscoperta di musicisti storici e l’ospitalità di almeno un
personaggio di grande richiamo. Il jazz rappresenta una cultura musicale che va
scoperta nei suoi valori fondamentali, che va salvaguardata nella sua identità.
In base alla nostra conoscenza del materiale discografico prodotto in Europa ed
Oltreoceano, non cavalchiamo, come tanti altri festival estivi, le passeggere tendenze del jazz inserito
nella world music, nella fusion o nella musica
contemporanea. Non seguiamo le leggi di mercato né raccogliamo passivamente le
proposte dei tanti manager internazionali che, tuttavia, ci riconoscono una di
qualità di programmazione e di ascolto” Ancona è, insomma, un luogo di
scoperta. “Esatto. Diversi musicisti sono
partiti da Ancona per essere poi conosciuti a livello nazionale. Di questo
siamo abbastanza orgogliosi. Nei suoi ventiquattro anni di attività, Spazio
Musica ha ospitato, per esempio, il primo concerto italiano di quel Wynton Marsali che non ancora ventenne suonava in altri
gruppi e che oggi è una stella di prima
grandezza. Ma anche musicisti emarginati dal mercato benché non più giovani,
come il Jimmy Scott di due
anni fa, o Deena
De Rose, una cantante che a livello internazionale sta crescendo in maniera
incredibile”. Arriviamo al programma di questo
AnconaJazzFestival. “Abbiamo sentito un disco
meraviglioso di due chitarristi francesi cinquantenni, Boulou e Elios Ferré,
due fratelli gitani mai venuti in Italia ma che in Francia incidono parecchio.
Li abbiamo subito contattati telefonicamente e in due giorni fissato la data.
Dai Ferré siamo partiti con l’idea di creare un
aperto contrasto con uno stile opposto nella stessa serata e abbiamo pensato al
swing della chitarra americana di Peter Bernstein.
Entrambi le proposte, non di giro, sono in esclusiva nazionale”. Siamo all’appuntamento con la storia del jazz.“Per la seconda serata abbiamo
puntato sul jazz classico quello storicamente più acclamato e più importante,
che la maggioranza dei festival non propone perché insegue le mode. L’americano
Mike LeDonne trio
(piano, contrabbasso, batteria) che
raramente si fa vivo in Italia e, di seguito, il quartetto di Charles McPherson,
un grande personaggio che ha fatto la storia del jazz, ha suonato con i gruppi
di Charles Mingus per quasi
dieci anni è stato uno dei grandi innovatori del sax alto. Pur avendo quasi
sessant’anni, lo presentiamo per la prima volta in Italia con il suo quartetto:
un’altra novità”. Infine la terza serata, quella dei grandi nomi.“Mentre le prime due serate si
svolgono al Teatro Sperimentale, la terza sarà
alle Muse con un prologo al Ridotto
tenuto da Jerry Bergonzi,
un sassofonista cinquantenne che ha suonato con Dee Brubeck
e che, rifacendosi al jazz classico, crea un continuo con la seconda serata.
Poi, nella sala principale delle Muse abbiamo in programma il grande nome, noto
a livello internazionale, Dianne Reeves.
La cantante dalla voce ambrata fa solo due date in Italia, la prima ad Ancona e
la seconda a Roma. Un appuntamento di grande prestigio che permetterà di
riempire i 1057 delle Muse”. Il vostro pubblico. “Ci accorgiamo che la nostra
linea è ormai riconoscibile a livello nazionale e non solo. Il pubblico arriva
ai nostri concerti alla cieca perché si fida delle nostre proposte, sa di
potere ascoltare buona musica. Ancona è ormai una piazza importante abbiamo riconoscimenti
dai manager di tutto il mondo che qui trovano una risposta e una platea
all’altezza. Questo ci lusinga. Tornando al pubblico che arriva da tutta
l’Italia, riceviamo richieste di informazioni persino dalla Norvegia. E’ un
prestigio che ci consente di raggiungere musicisti di livello assoluto come Brad Mehldau
(in programma per aprile 2003, ndr) è come
l’imprendibile Keith Jarreth
(luglio 2003, ndr) il cui contatto è stato di una
difficoltà impressionante”. (Per l’intera stagione jazz ad
Ancona leggi l’articolo sul jazz pubblicato nel numero precedente di Musemagazine) |
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