BENI MONTRESOR

Venerdì 12 Ottobre 2001

Raffinato regista, scenografo, costumista per il teatro e il cinema, scrittore e illustratore di libri.

Scomparso nel giugno dello scorso anno, Beni Montresor lascia incompiuti molti lavori in Europa e America (tra l’altro, la regia dell’Elisir d’amore di Donizetti al teatro Colon di Buenos Aires). Appena finita la guerra, l’artista veronese fugge a Venezia per iscriversi al corso di pittura dell'Accademia di Belle Arti (si pagava la scuola dipingendo ingrandimenti di cartoline o scrivendo commedie per la radio). Attraverso la radio scopre il teatro di Shakespeare, Cechov, Pirandello, Molière. Finita l'Accademia va a Roma dove frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia e, con l’aiuto del regista Francesco Rosi, inizia la carriera di scenografo nel campo cinematografico. In sette anni partecipa a 29 pellicole. Nel 1960 parte per gli Stati Uniti.

A New York disegna bozzetti d'opera che piacciono a Giancarlo Menotti e arriva al festival di Spoleto dove viene notato da Sir Rudolph Bing, direttore del Metropolitan. Grazie a quest’ultimo lavora al teatro newyorkese per vent'anni, diventando uno degli scenografi più famosi al mondo. Nel 1981 il Lincoln Center gli dedica una mostra antologica intitolata The Magic of Montresor, riproposta negli anni Novanta alla sala Maffeiana di Verona dove sono esposti bozzetti di scena e costumi.

Al centro delle scenografie di Montresor c'è la luce, “Di solito ci si limita alle didascalie del testo - usava dire, - luce fredda per la notte, luce calda per il giorno. Si dimentica troppo spesso quanto possa essere più vera una luce che, misurata sulla realtà, non abbia niente di reale. La luce teatrale va usata in funzione psicologica e di commento anziché verista o illustrativa”. The London Times lo ha definito “uno dei più profondi incantatori del palcoscenico”. Le Monde lo aveva chiamato “poeta visionario”. Per The New York Times il suo lavoro era “un magico incantesimo che lascia senza fiato”.

 

Il suo talento creativo raggiunge il Covent Garden di Londra, l’Opera di Parigi, la Scala di Milano, i teatri di Monaco, Houston, Dallas, San Francisco, Tolosa, Firenze, Venezia, Verona, Düsseldorf, Philadelphia, Lisbona, Bordeaux, Rio de Janeiro… Lavora per il New York City Ballet, per Broadway, per operette e musical.

 

Nel 1997 cura le scene e i costumi di quella Madama Butterfly all’Arena di Verona che sanciva l’addio di Raina Kabaivanska al personaggio di Cio Cio San. Già nel 1978, l’artista veronese aveva curato la regia, le scene e i costumi dell’opera di Puccini.