VERSACE e BEJART
ALLE MUSE
IN MOSTRA COSTUMI E BOZZETTI CREATI DALLO STILISTA ITALIANO
PER IL COREOGRAFO FRANCESE
Presenti alla conferenza stampa l’assessore
Pierluigi Fontana, l’avvocato Maurizio Fabiani, Donatella Girombelli e il
direttore del Teatro Silvano Sbarbati.
ANCONA (7 mar. 2008) Il 12 e
il 13 marzo al Teatro delle Muse va in scena il balletto del Béjart Ballet
Lausanne “Le presbytère n’a rien perdu de son charme, ni le jardin
de son éclat” (Ballet for Life) con la coreografia di Maurice Béjart,
la musica di Wolfgang Amadeus Mozart, Queen, i costumi di
Gianni Versace, le luci di Clément Cayrol, il montaggio
video di Germaine Cohen. Ultimo appuntamento della Stagione 2007/8
di Opera, Balletto, Recital, “Le presbytère…!” vedrà in
concomitanza al Salone delle Feste del Teatro delle Muse dal 13 al 28
marzo l’allestimento della mostra Versace e Béjart – Mostra
di costumi e bozzetti creati da Gianni Versace per Maurice Béjart.
L’evento
è realizzato dalla Fondazione Teatro delle Muse grazie al contributo di Comune
di Ancona, Fondazione Cariverona, Regione Marche con la
collaborazione dell’Archivio Versace.
La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 17.30 alle 20.00 ad ingresso
libero.
L’organizzazione di questa
mostra è stata possibile grazie a Maurizio Fabiani e in particolare a Donatella
Girombelli che ha messo a disposizione competenza, sensibilità e impegno
per realizzare questo appuntamento.
Tra i tanti costumi e bozzetti
esposti vedremo quelli creati da Gianni Versace per gli spettacoli: Dyonisos
(1984), Malraux, ou la methamorphose des Dieux (1986), Souvenir
de Léningrad (1987), Patrice Chéreau (devenue danseur) règle la
rencontre de Mishima et d’Eva Peron (1988), Elégie pour elle,
l’…aile (1989) e Barocco belcanto (1997).
Già
all’inizio della sua carriera, Gianni Versace si appassiona alla
creazione di costumi teatrali, un’attività che per tutta la sua carriera andrà
di pari passo con l’elaborazione delle sue numerose collezioni. Versace scopre
presto la sua vocazione; forse proprio grazie all’influenza della madre, sarta
di grande talento, il cui atelier rappresentava per lui una sorta di “teatro
magico”. Del coreografo Versace ha detto: “Forse l’unico al
mondo capace di far ballare un abito, creando apposta movimenti indimenticabili
per dargli vita, facendolo diventare un’estensione del corpo”.
Figlio del filosofo Gaston Berger, Maurice Béjart nasce a
Marsiglia il 1° gennaio 1927. Ballerino, poi coreografo, debutta a Parigi dove
crea nel 1954 Les Ballets de l’Etoile che diventeranno, nel 1957, le
Ballet-Théâtre de Paris. Nel 1960 si trasferisce a Bruxelles dove fonda il
Ballet du Xxe Siècle. Venticinque anni più tardi trasferisce la sua Compagnia a
Losanna per ribattezzarla Béjart Ballet Lausanne. Il grande coreografo è scomparso
il 22 novembre 2007.
Dello spettacolo in scena alle Muse ha detto: “Desidero che i costumi siano completamente
bianchi Ho voluto che li creasse Gianni Versace. Io amo molto lavorare con lui
perché il suo entusiasmo e il suo fervore sono contagiosi. Dal momento in cui
iniziamo a lavorare insieme, lui ha le angosce e le manie tipiche di un
debuttante, proprio come me. È il segreto della nostra amicizia”.
Una mostra che suggella dunque
un rapporto duraturo d’amicizia e di collaborazione tra due grandi artisti.
Ognuno nel suo campo ha segnato un cammino, innovato il modo di danzare e
vestire, ha osato con classe, rivelando la propria grandezza.