GUIDE ALL’ASCOLTO,
lunedì 27 ottobre, con IL RE
PASTORE si apre il ciclo al Ridotto
ANCONA, 20 ott. ‘03 - Il Concerto per le Muse
ha inaugurato lo scorso sabato la stagione lirica di Ancona con un vero
successo se si considera la difficoltà di un genere musicale che neanche i
teatri con una lunga tradizione in questo senso riescono a promuovere presso
affollate platee. Gli spettatori delle Muse hanno seguito con interesse e con
un crescendo di applausi la successione di brani: una prova di grande civiltà,
curiosità e, non ultimo, rispetto nei
confronti di una scelta impegnativa che dà un forte segno identificativo al
teatro delle Muse.
Il secondo appuntamento della
stagione lirica firmata Claudio Orazi è - in
continuità con la messinscena dell’’Idomeneo
dello scorso anno - un Mozart pochissimo
rappresentato, Il re pastore, eseguito nelle sue rare volte in
forma di concerto in quanto non nato per le scena.
Alle Muse, l’opera sarà invece
messa in scena da Danile Abbado,
gli interpreti saranno Cinzia Forte, Stefano Ferrari,
Raffaella e Giorgia Milanesi. Sarà Corrado Rovaris a guidare l’Orchestra Filarmonica
Marchigiana.
Con Il re pastore, la Fondazione inaugura presso il Ridotto un
ciclo di guide all’ascolto che precederanno i prossimi quattro appuntamenti
in cartellone. Incontri gratuiti, aperti al pubblico, condotti da esperti
dell’opera per conoscere più da vicino gli aspetti musicali e scenici dei
titoli, non per caso alle guide all’ascolto interverranno, di volta in volta,
anche gli artisti.
Lunedì 27 ottobre alle 17,00,
Piero Mioli (docente di Storia della Musica
al Conservatorio di Bologna, collaboratore di riviste specializzate e curatore
del saggio che apparirà sul libretto delle Muse) presenterà Il re pastore.
Il calendario delle successive presentazioni
prevede: martedì 9 dicembre Un ballo in maschera a cura Fabio Brisighelli; venerdì 19 dicembre L’enfance du Christ a cura di Alberto Barbardoro; giovedì 8 gennaio Tosca a cura
di Mauro Mariani.
Il re pastore è dramma
pastorale privo di intrecci complicati e di grandi colpi di scena, composto da
un Mozart diciannovenne ed eseguito, probabilmente,
dallo stesso compositore in veste di violino solista nella celebre aria di
Aminta “L’amerò e sarò costante”, la pagina più famosa dell’opera. Una
partitura con dodici arie bellissime tutte diverse una dall’altra, collegate da
ampi recitativi. Una delle cifre dell’opera è costituita dall’intreccio fra la
tradizione vocale e quella strumentale, sono le
forme diverse a caratterizzare i personaggi.
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