Stagione
Lirica 2004-2005
GUIDA
ALL'ASCOLTO DEL DITTICO
Mercoledì
3 ottobre, ore 17,30 al Ridotto
ANCONA
(2 nov. ’04) - Domani pomeriggio alle 17.30 al Ridotto, ricomincia il
ciclo di guide all'ascolto delle opere della Stagione Lirica al Teatro
delle Muse. Sarà Stefano Catucci, docente di
Estetica all'Università di Camerino e collaboratore di Rai RadioTre,
a condurre la guida all'ascolto del dittico inaugurale The Flood e L'Enfant et
les Sotilèges
(debutto venerdì 5 novembre, repliche domenica 7 alle 16 e martedì 9 alle
20,30)
Due
opere brevi nella medesima serata, suggestive e bellissime nella loro
diversità. Cominciamo con The Flood (Il
Diluvio) di Igor Stravinskij, geniale compositore del
Novecento che entrava già nel destino del Massimo dorico con Riccardo Muti che
inseriva Le baiser de la fée
nel programma del concerto inaugurale del 13 ottobre 2002. The Flood è una sacra rappresentazione, un'allegoria
biblica ed anche un dramma coreografico. Singolare miscela per quattro voci
recitanti, tenore, due bassi, coro misto senza bassi e orchestra, con parti
danzate, l'argomento dell'opera si basa su testi della Genesi e dei codici
quattrocenteschi di Chester e York ridotti da Robert Craft. Diviso in sette parti dove "gli esseri
celestiali debbano cantare mentre quelli terresti debbano semplicemente
parlare", The Flood fu composto tra il
1961 e il '62 per la televisione americana che intercalò tra una parte e
l'altra la pubblicità di una marca di shampoo. Per la prima volta andò in scena
con le coreografie di Balanchine ad Amburgo e poi
nello stesso 1963 alla Scala di Milano con la regia di Gunter
Rennert e la coreografia di Peter
van Dyk. Le quattro voci
recitanti sono quelle del Narratore, di Noè, della
moglie di Noè, del Nominatore che cataloga gli animali
che salgono sull'arca. Il tenore è Lucifero (poi Satana), mentre i due bassi
rappresentano Dio con uno sdoppiamento della voce che, attraverso il mezzo più
semplice, allude all'idea del soprannaturale.
Le
sette parti: il Preludio nel quale il coro intona il Te Deum
prima dell'entrata di Dio e Lucifero introdotti dal Narratore; la cacciata di
Adamo ed Eva; la danza della costruzione dell'arca; il catalogo degli animali;
la commedia il bisticcio di Noè e sua moglie convinta
dai tre figli a salire sull'arca; il diluvio (anche questa parte è affidata
alla danza); "l'alleanza e l'arcobaleno" con il coro che chiude
circolarmente l'opera intonando un Sanctus. Così come la partitura di Stravinskij, la regia di Daniele Abbado
non prevede l'interiorizzazione del sacro ma, grazie alla genialità dello
scenografo Marchiano Graziano Gregori, traduce
visivamente la bidimensionalità della narrazione con
apparizioni su fondo nero.
Anche
la meraviglia de L'Enfant et les
Sortilèges si sviluppa, sul palcoscenico delle
Muse, all'interno di una scatola nera ma
in una dimensione tridimensionale dove oggetti ed animali hanno il valore delle
apparizioni di un sogno, addirittura di un incubo in certi momenti. L' Enfant
et les Sortilèges
si basa su un divertissement che
Colette scrisse nel 1916, il cui incanto affascinò un Maurice
Ravel che previde numerosi movimenti di danza e si
impegnò nella ricerca della linea melodica di un'opera adattissima anche ai
bambini. Di fatto, protagonista della favola è un bambino di sei-sette anni che, invece di fare i compiti, preferirebbe
tirare la coda al gatto o addirittura mettere in castigo la mamma che
arriva e punisce il figlio portandogli
una tazza di tè senza zucchero con un pezzo di pan secco. Rimasto da solo, il
bambino sfoga la sua rabbia distruggendo gli oggetti della stanza, lacerando la
tappezzeria, tirando la coda al gatto, ferendo lo scoiattolo in gabbia. La
stanza, per incantesimo, si anima: la poltrona danza con i mobili esprimendo
sdegno per il comportamento del bambino, l'orologio si lamenta. Il bambino si
impaurisce e si rifugia presso il camino ma anche il fuoco lo minaccia e dalla
carta da parati escono pastori con capre e pecore. Dalla pagina del libro si
stacca la principessa a consolarlo ma presto alla dolce figura si sostituisce
l'inquietante vecchio dell'aritmetica . Anche in giardino gli animali
rimproverano il bimbo. Finalmente il piccolo protagonista si prende cura dello
scoiattolo ferito. Le bestie, stupite dell'inaspettata gentilezza, lo
accompagnano al sicuro dalla mamma. Gli incantesimi finiscono nella serenità
del bimbo con la mamma.
Ufficio
stampa Maria Manganaro
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