Sabato 8 maggio, CHICK COREA alle Muse,
L’ANIMA LATINA DEL GRANDE PIANISTA JAZZ
ancora posti in ogni ordine
ANCONA, (5 mag. ‘04)
Attesissimo, il concerto di Chick Corea al Teatro
delle Muse (sabato 8 maggio, ore 20,45) è l’ultima e la più settentrionale
tappa del tour italiano in quattro
date (Cagliari, Bari e Napoli). Corea è il pianista jazz americano più famoso
al mondo insieme al suo alter ego, Keith Jarrett, là dove quest’ultimo ha seguito un percorso
classico mentre Chick ha toccato gli aspetti più eterogenei
e sperimentali della cultura musicale.
Chick Corea
mostrerà ad Ancona l’anima spagnola, il flamenco, insieme a partner di assoluto
livello come il sassofonista e flautista
Jorge Pardo, di navigata esperienza tanto da
essere stato a lungo partner di Paco De Lucia, il bassista
Carles Benavent e
il percussionista Rubem Dantas,
fissi nel trio di Pardo, accanto al noto batterista american Tom Brechtlein,
già con Corea dal 1978 al 1983, e poi con Wayne Shorter, Al Di Meola, Jean –Luc Ponty
e Robben Ford dal 1986
Torniamo alla star. Armando “Chick” Corea, nato nel Massachussets
nel 1941, comincia lo studio del pianoforte a quattro anni e ben presto
la sua cultura musicale subisce l’influenza della musica classica e del
jazz, passione principale del padre. I
suoi esordi riguardano però la musica latinoamericana, prima con Mongo Santamaria e Willie Bobo, poi con Cal Tjader e Herbie
Mann.
Si accorge di lui Stan Getz, che non esita, nel
1966, ad inserirlo nel suo quartetto al posto del vibrafonista Gary Burton. Nel 1968 Chick, si mette in proprio e registra in trio uno dei
dischi più belli e importanti di pianoforte, un album ormai classico, “Now He Sings, Now He
Sobs” (Miroslav Vitous al contrabbasso e Roy Haynes alla batteria).
Il suo nome è ormai lanciato, e
quando viene ingaggiato nientemeno che da Miles
Davis, sulla fine degli anni ’60, entra
definitivamente nel ristretto numero dei migliori del mondo. Accanto a Miles si accosta al piano e alle sonorità elettriche, che
ne condizioneranno poi il futuro. Nei primi anni ’70, è comunque il “free” a dominare la sua attività. L’orizzonte espressivo
muta ancora quando chiama il formidabile sassofonista e flautista Joe Farrell, il giovane virtuoso bassista Staney Clarke e la coppia, già rinomata, formata da Airto Moreira e Flora Purim: nasce il quintetto, poi popolarissimo, “Return To Forever”, che mischia con
sapienza e jazz, musica classica e brasiliana. Tutti gli anni ’70 sono dominati
da questa formazione, che lascia ad ogni modo spazio per numerose esperienze
parallele (collaborazioni con Gary Burton, Al Di Meola, Jean-Luc Ponty, Joe Henderson, duetti con Herbie Hancock, Keith Jarrett e Friedrich Gulda, Michel Brecker, Paco De Lucia, Chaka Khan e numerosi altri).
Dalla metà degli anni ’80
nascono altri due gruppi, ancora in vita: trio acustico con John
Patitucci e Dave Weckl e la “Electric
Band”, allargata al chitarrista Frank Gambale e
al sassofonista Eric Marienthal.
In tutta la carriera, Chick Corea ha vinto ben 12 Grammy
Award, l’ultimo dei quali proprio quest’anno per
il suo assolo in “Matrix”, brano contenuto nel doppio
CD “Rendez-Vous In New York”, sorta di passerella delle sue formazioni
più importanti.
I biglietti: 32 € in
platea, 25 € in prima galleria, 20 € in seconda galleria, 11 € in terza e nei palchi
(tel. 071,52525)
www.chickcorea.com
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