LE
MUSE PER CORELLI
La Fondazione
Teatro delle Muse dedica a Franco Corelli
un omaggio che si inserisce tra le più importanti celebrazioni
internazionali per uno dei massimi interpreti della scena lirica del secondo
Novecento. Il legame del Teatro con il tenore nato ad Ancona l’8 aprile 1921,
scomparso il 29 ottobre 2003 a Milano, venne suggellato il 13 ottobre 2002
durante l’emozionante inaugurazione che vide Franco Corelli
tagliare il nastro del Massimo dorico, restituito alla città che gli si
stringeva intorno. Anche in virtù di quel ricordo, la Fondazione continua ad
impegnarsi nel riproporre alle Muse stagioni liriche di alto livello che, come
a suo tempo fece l’ineguagliabile Corelli,
contribuiscano a portare il nome di Ancona e dell’Italia nel mondo.
Non a
caso, la Fondazione invita Juan Diego Florez a tenere un concerto durante la serata di sabato 12 giugno (ore 20,45), Le Muse per Corelli. Nonostante il tenore di ieri e quello di oggi
abbiano un repertorio diverso, l’uno drammatico e l’altro belcantistico,
rappresentano entrambi l’idea di un interprete dalle doti vocali eccezionali e
dall’affascinante presenza scenica. Corelli
e Florez, d’altra parte, si incontrarono due anni
fa a Milano, durante il Premio Opera Award:
l’ingresso di Corelli in sala provocò una standing ovation e, nel corso della stessa indimenticabile serata,
Franco Corelli volle congratularsi con il giovane
peruviano “miglior tenore 2002” dopo la sua interpretazione del bis dei 9 “do
di petto” dalla donizettiana Figlia del Reggimento
(18 “do di petto” in tutto).
Immaginando
Le Muse per Corelli come un omaggio di
particolare rilievo, il direttore artistico della stagione lirica, Alessio Vlad, ha concordato con Juan
Diego Florez un programma straordinario
per un recital che prevede alcune sue prime interpretazioni per l’Italia. Un
programma generoso, difficile e impegnativo, fatto di arie cantabili e melodie,
di acrobazie vocali e rarità. Un
appuntamento eccezionale per l’Italia perché ultimamente Florez
tiene pochissimi concerti nel nostro paese e quello di Ancona è il primo di un
2004 che ne prevede solo un altro a San Carlo di Napoli a fine anno. In
particolare, il recital in omaggio a Corelli è un
autentico tour de force per il fatto di allineare numerose pagine di estrema
difficoltà vocale, vuoi per la tessitura acutissima di arie come “A te o cara”
(da I Puritani di Bellini), vuoi per l’estremo virtuosismo del rondò finale del
Conte di Almaviva dal Barbiere di Siviglia. Nel
corso del concerto, Florez alternerà al
virtuosismo anche il lato più scopertamente sentimentale, lirico, suadente,
nella cantabilità di “Pria che spunti in ciel l’aurora” (da Il Matrimonio Segreto di Cimarosa) o quello pittoresco e folcloristico nelle arie
tratte dalle due zarzuelas (opere della tradizione spagnola
interpretate dai più grandi cantanti, da Monserrat Caballé a Placido Domingo a José Carreras) .
Juan
Diego Florez, che si prepara a tornare nelle Marche
nel prossimo agosto quando interpreterà a Pesaro l’opera che l’affermò
clamorosamente al Rof nel 1996, Matilde di Shabran
di Rossini, sta vivendo un momento di enorme successo
sia a livello nazionale (nel mese scorso a Bologna con La Figlia del Reggimento
di Donizetti e Le Comte Ory di Rossini) che
internazionale (è reduce dal debutto a Las Palmas ne
I Puritani e più recentemente dall’Italiana in Algeri di Rossini
a Vienna). Intanto, da Ancona Florez partirà subito
alla volta della Spagna per La donna del lago di Rossini
a La Coruna e per uno dei suoi rari recital a Madrid.
“Un
omaggio importante e doveroso, - afferma Enrico Stinchelli,
curatore della prima parte della serata insieme al partner della Barcaccia,
Michele Suozzo, - in un paese come il nostro dove
le cose belle non allignano, dove la cultura e l’opera lirica sono optional da
opporre alle cose orrende”.
Di
fatto, Suozzo e Stinchelli, giornalisti e musicologi, hanno dato vita a un dissacrante programma
radiofonico ormai storico che da 16 anni continuativi trasmette 220 puntate
l’anno dalle frequenze di Rai RadioTre: La Barcaccia
è un esempio unico di trasmissione dedicata all’opera. Si tratta di due
autentici esperti di lirica, capaci di giocare con confronti e commenti spesso
irriverenti sulle più disparate interpretazioni. Enrico Stinchelli
è autore del volume “Le stelle dell’opera” tradotto in tutte le lingue (persino
in coreano e giapponese), oltre che operatore artistico in Italia e all’estero.
Michele Suozzo è docente di conservatorio. Insieme,
presenteranno una serata a modo loro, senza pesantezze retoriche o nostalgiche,
un’antologia di Franco Corelli attraverso confronti
audio e video.
“Racconteremo
aneddoti di un particolarissimo Corelli che –
preannuncia Sinchelli, - visse per la musica al cento
per cento, che scriveva bigliettini per non consumare la voce, che per scelta
morì in “solitaria stanza”. Faremo
ascoltare le prodezze vocali di Corelli, compresa
quella nota che solo lui poteva fare in quel modo. Ma non basta ascoltare un
tenore come Corelli che, quando entrava in scena, con
il fascino della sua imponente presenza fisica, lasciava tutti a bocca aperta,
come accade oggi quando Brad Pitt
appare sullo schermo.
Abbiamo
pensato una serata che, come La Barcaccia, - conclude, - appaghi il palato del melomane e quello del
neofita”.
UniCredit è
sponsor unico di Le Muse per Corelli
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