IL SANTO PADRE FIRMA LA
PERGAMENA DEL CANTO DI PACE
ANCONA (10 lug. ’04) - Città del
Vaticano, 3 luglio 2004. Papa Giovanni Paolo II ha ricevuto nella sala
della Biblioteca gli organizzatori e i protagonisti del Canto di Pace
che il 28 aprile 2003 risuonò in prima mondiale al Teatro delle Muse
nell’indimenticabile interpretazione di Placido Domingo. Uno straordinario
incontro, durante il quale Sua Santità si è amabilmente intrattenuto con la
delegazione ed ha firmato la pergamena (realizzata dall’amanuense recanatese Malleus) con le parole
di quel Canto di Pace basato sulla preghiera pronunciata dal Papa
nel gennaio 2002 durante l’incontro interreligioso di Assisi. Un Canto messo
in musica da Marco Tutino ed eseguito dal grande
tenore, dal Coro Lirico “Vincenzo Bellini” e dall’Orchestra Filarmonica
Marchigiana diretta da Renato Palumbo.
La delegazione che si recata
all’incontro era composta da 24 persone tra le quali: il nuovo Vescovo di
Ancona, Mons. Edoardo Menichelli;
il Sindaco di Ancona e Presidente della Fondazione Teatro delle Muse Fabio Sturani con signora; Placido Domingo con la signora Marta Ornellas; il compositore Marco Tutino,
il direttore d’orchestra Renato Palumbo; il Vicario
Generale, Mons. Paolo Paolucci;
il coordinatore dell’iniziativa, Mons. Ermanno
Carnevali; capo Ufficio stampa e
responsabile Rapporti RAI-TV, Mons. Claudio Giuliodori; il responsabile relazioni esterne della Curia,
Marcello Tedeschi; il Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, già
direttore artistico della Stagione Lirica di Ancona e ideatore dell’evento,
Claudio Orazi e consorte; Giampaolo Giampaoli in rappresentanza di UniCredit,
sponsor unico dell’evento.
“ (…) Un'emozione forte. Forte
come l'idea di pace, come i valori che la sostengono. L'emozione provata dalla
delegazione anconetana che ha incontrato col Pontefice, Giovanni Paolo II, è di
quelle che non si dimenticano più. Dal Papa, che aveva scritto le parole
dell'Inno di Pace e benedetto l'iniziativa della versione in musica, si è
recato il sindaco, Fabio Sturani, accompagnato dalla
moglie Pia, per riceverne l'imprimatur ufficiale.
Ed è stato proprio Sturani, anche nella veste di
presidente della Fondazione Teatro delle Muse, a consegnare nelle sante mani
del pontefice la pergamena dell'Inno di Pace.
Nella Sala della Biblioteca in
Vaticano, dove Giovanni Paolo II riceve i capi di Stato (“Qui prima di voi è
passato Bush”, ha detto il Pontefice al primo
cittadino), la delegazione di Ancona è entrata, dopo aver attraversato le sale
di Raffaello, al cospetto del santo Padre, e si è subito addensata l'atmosfera
della ritualità cattolica attorno a loro - con Sturani
e signora, l'arcivescovo di Ancona Edoardo Menichelli
con don Paolo Paolucci, monsignor Ermanno Carnevali,
monsignor Claudio Giuliadori, capo ufficio stampa
della Cei , e Marcello Bedeschi,
responsabile delle relazioni esterne della Curia di Ancona. (…)
Placido Domingo sta provando a Vienna la messinscena del Goya
di Menotti, che debutta il 19 luglio, ma ha voluto interrompere per un solo
giorno ed è volato in Vaticano. "Non avrei per niente al mondo voluto
perdermi questa circostanza: ho incontrato il Pontefice e ho cantato per lui al
Central Park e a Città del Messico, ed è la terza
udienza cui ho il privilegio di partecipare, ma sono ugualmente emozionatissimo - ha detto il tenore - vivo una sospensione
emotiva uguale alla prima volta. Quando fu eletto, credetti
davvero che con lui oltre al comunismo sarebbe scoppiata la pace". E'
stato sempre al fianco del Papa, durante l'udienza, l'arcivescovo di Ancona e Osimo Edoardo Menichelli, che ha
interpretato il gesto del Pontefice come un dono di augurio per le Muse, volano
di cultura alta, e per la città.
Al termine della lettura di un
discorso di due pagine, Giovanni Paolo II ha voluto dedicare ai suoi ospiti
parole di speranza e di affetto, ricordando la sua ultima visita ad Ancona e
annunciando la visita di settembre a Loreto. Si è commosso ricordando la morte
del suo più fraterno amico proprio alle porte di Ancona, nell’ormai lontano
1944, al comando del generale Anders.
La medaglia di argento forgiata da Trubbiani e il
volume dedicato alle Muse sono stati i doni offerti al Pontefice dal sindaco Sturani. A ciascuno degli anconetani, messaggeri delle
Muse, Papa Wojtyla ha donato il suo rosario
benedetto”. (Lucilla Niccolini,
Corriere Adriatico, 5 luglio 2004)
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