'OPERETTA
ALLE MUSE
Cin Ci Là (30
marzo) e La vedova allegra (31 marzo)
ANCONA (11 mar. ’04) -
L'assessorato alla Partecipazione Democratica e le cinque Circoscrizioni del
Comune di Ancona organizzano al Teatro delle Muse due serate dedicate ad
altrettanti spettacoli di operetta prodotti dalla Compagnia Italiana di
Operette. Si tratta di due tra i più amati titoli del popolare genere di teatro
musicale: Cin Ci Là, il
capolavoro di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, in
scena martedì 30 marzo, e La vedova allegra di Franz Lehàr e Victor Leon mercoledì 31 marzo. Protagonisti di entrambi
gli spettacoli sono Maria Rosa Congia
e Carlo Vitale.
Fino al 17 marzo è possibile acquistare i biglietti e gli
abbonamenti presso le Circoscrizioni.
Dal 18 marzo, biglietti e
abbonamenti sono in vendita esclusivamente presso la biglietteria del teatro
delle Muse, tutti i giorni dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 16
alle 19 (tel. 071.52525).
I prezzi.
Abbonamenti ai due
spettacoli: poltronissime di platea € 30,00; poltrone di platea e prima
galleria € 25,00; seconda galleria € 15,00 (sono esclusi dall'abbonamento i
palchi e la terza galleria)
Biglietti:
poltronissime di platea € 18,00; poltrone di platea e prima galleria € 15,00;
seconda galleria e palchi € 10,00; terza galleria € 7,00.
Gli spettacoli iniziano alle 20,45
Con Cin
Ci Là siamo Macao dove il Principe Ciclamino ha sposato la
Principessa Myosotis e, secondo l'usanza, tutte le
attività e i divertimenti sono sospesi finché non viene consumato il
matrimonio: vista l'inesperienza dei due, l'attesa potrebbe rivelarsi assai
lunga. L'arrivo da Parigi dell'attrice Cin-ci-là, in
procinto di girare un film a Macao, cade a pennello: il Mandarino Fon-Id pensa di affidare il Principe alle "cure
esperte" della donna, ma giunge inaspettato, l'eterno spasimante Petit-gris, che per vendicarsi rivolge le sue attenzioni a Myosotis. Saranno i due Parigini a svezzare sia Ciclamino
che la giovane e a far sì che la Cina possa avere un erede!
La vicenda de La vedova allegra.
Il Barone Zeta, Ambasciatore del Pontevedro a
Parigi, riceve un ordine tassativo dal proprio governo: la signora Anna Glavari, giovane vedova del banchiere di corte, deve a
tutti costi risposarsi con un compatriota. Infatti se dovesse passare a seconde
nozze con uno straniero, il suo capitale, valutato 100 milioni di dollari,
abbandonerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e, per
la "Cara Patria", sarebbe la rovina economica! Il Barone Zeta
coadiuvato da Niegus, il cancelliere un po'
pasticcione, tenta di convincere il conte Danilo Danilowich,
segretario all'Ambasciata di Parigi a sposare la ricca vedova. Danilo però non
ne vuole sapere. Fra lui ed Anna c'è già stato del "tenero" prima che
lei sposasse il banchiere Glavari; ed ora Danilo,
ferito nell'orgoglio, non vuole assolutamente ammettere di essere ancora
innamorato di Anna. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole
dimostrare e fa di tutto per ingelosirlo. Durante una festa che Anna organizza
nella sua villa, sia per vedere le reazioni di Danilo e sia per salvare l'onore
della moglie del barone Zeta, ella dichiara a tutti che intende sposare un
francese: il sig. Camillo De Rossillon. Danilo
furioso abbandona la festa; tutto sembra perduto, ma Niegus,
più per caso che per merito, riesce a sciogliere l'equivoco e a far confessare
ai due il loro amore reciproco.
ufficio stampa Maria Manganaro 071.20784214 - 335.1252642 maria.manganaro@teatrodellemuse.org