Per Ancona Jazz Summer Festival
sabato alle Muse, BOLLANI e
RAVA,
piano e tromba, virtuosismo
ironico e intima poesia
ANCONA (23 lug. ’04) - La serata
di sabato 24 luglio è dedicata interamente al jazz italiano. E un festival così
importante come quello di Ancona non poteva che invitare alle Muse i due
jazzisti di punta della scena, i più famosi, cioè Stefano Bollani e Enrico Rava,
gli stessi che Umbria Jazz (partner di questo AJSF) ha presentato al recente
meeting di New York I due vanno spesso a
braccetto, anzi, come si sa, è stato proprio il trombettista a scoprire e
lanciare il pianista inserendolo nei suoi gruppi.
Da qualche tempo BOLLANI
gode di vasta popolarità derivata da una continua, poliedrica, attività da
solista. Riconoscimenti internazionali a pioggia, dischi per tutti i mercati
principali (in particolare Francia e Giappone), si sommano ai tanti concerti su
e giù per la penisola (a partire dalla Scala). Attualmente Stefano si concentra
soprattutto sul piano solo e sul trio, con ritmiche europee, americane e
italiane; ma ciò che lo contraddistingue da tutti gli altri è il suo messaggio
musicale, un affascinante percorso attraverso sentieri disparati in cui gli
standard e i classici del jazz si intrecciano con le canzoni italiane degli
anni '30 e '40, con la poesia e il teatro, con il cabaret e lo spettacolo
inteso nella sua più ampia accezione. Ogni suo concerto è uno show, in cui è
comunque è il pianoforte a far da padrone, al servizio di una creatività
instancabile e di una tecnica stupefacente, da puro virtuoso. Al pubblico non
rimane che rispondere in modo entusiasta, sempre e dovunque. Bollani rappresenta il ponte tra il passato e il
presente, sintesi seria e ironica di spunti musicali eterogenei e
proprio per questo più che mai attuale. Vediamo da vicino i suoi progetti: un
tributo a Leonard Bernstein,
"Guarda che luna" (spettacolo che lo vede al fianco della Banda
Osiris, Gianmaria Testa e altri), "La Gnosi delle fanfole",
messa in musica della poesia surreale di Fosco Maraini,
"Abbassa la tua radio", omaggio alla musica leggera italiana degli
anni '30 e '40 con diciotto cantanti di varia estrazione, e infine il commento
sonoro al film muto di Buster Keaton
"Come vinsi la guerra" del 1926. Tutto questo accanto alla normale
attività da jazzista. Insomma, per avere Stefano Bollani
in concerto bisogna prenotarlo con largo anticipo. E un altro segnale della sua
popolarità è la nascita, appena un anno fa, di un fan club "I Bollati di
Stefano Bollani", l'unico esistente, almeno in
Italia, dedicato a un musicista di jazz.
Per il concerto alle Muse
Stefano suonerà un pianoforte speciale, prototipo di Steinway & Sons, che ha già
suscitato il suo entusiasmo, si tratta di un pianoforte acustico controllato
dal computer, ideato per l'occasione dall'accordatore anconetano Roberto Valli.
Attendiamo con ansia!
Su ENRICO RAVA
rimarrebbe poco da dire, perché questo trombettista, ormai oltre i sessanta
anni, domina da tempo la scena jazzistica nazionale, tanto da risultare il
nostro musicista più conosciuto all'estero. I suoi dischi sono innumerevoli,
così come le sue partecipazioni, colonne sonore e quant'altro, perché la sua
personalità è onnivora come poche altre. Se Bollani è
un espressionista ironico a tinte forti, Rava
è il suo opposto, poeta lirico e suggestivo, intimo fautore di emozioni.
La sua tromba è fedele al linguaggio di Miles Davis e al messaggio di musicisti geniali come Joao Gilberto, gente che sottrae per arrivare al sodo del
discorso e suona soltanto ciò che serve, quelle "note necessarie" che
puntano direttamente al cuore. E' ovvio che per avere un'idea di un musicista
qualsiasi bisogna ascoltare i dischi, ma stavolta è opportuno anche leggere il
libro che Rava ha scritto, da poco uscito in
libreria, dal titolo quanto mai logico di "Note necessarie", per
l'appunto. In pagine che si leggono tutte d'un fiato, Enrico ricorda la sua
vita attraverso aneddoti e immagini folgoranti, talvolta scomodi, spesso con
risvolti comici. E non risparmia giudizi, anche negativi, verso colleghi,
organizzatori, giornalisti e critici. Come non ricordare il concerto per tromba
e gregge di pecore durante gli anni' 70, quando il
jazz doveva dimostrare di essere musica popolare e calarsi il più possibile tra
la gente? Oppure quando misero al suo fianco la tipica orchestra di fruste
romagnole? Tra passi falsi e incontri sublimi, Enrico Rava
ha plasmato una personalità straordinaria di jazzista lucido e consapevole,
sempre riconoscibile anche da situazioni e dischi assai diversi tra loro. Splendido
scrittore di temi suggestivi, magnifico improvvisatore, Enrico possiede
anche la rara capacità di scoprire talenti e lanciarli. Fu lui a portare
Stefano Bollani alla notorietà, tanto per citare il
nome più recente, e il suo ultimo quintetto è un formidabile impasto di grandi
nomi (Rosario Bonaccorso, Roberto Gatto) e giovani meritevoli del più ampio
successo (il trombonista Gianluca Petrella
e il pianista Andrea Pozza, che abbiamo ascoltato al
fianco di Francesco Cafiso). Non per caso la
prestigiosa etichetta tedesca ECM gli ha fatto firmare un contratto in
esclusiva. E sul fatto che il primo disco del gruppo, "Easy Living", risulterà forse il più bello uscito in Italia
nell'anno, ci si può anche scommettere. Serata da non perdere assolutamente!
Si raccomanda la puntualità,
ore 21, per consentire l'inizio entro la mezzanotte, al Ridotto Jazz Club
dell'ultima delle tre combinazioni che Dena DeRose e Bill Mays
ci stanno regalando in queste notti di stelle.
Programma dettagliato e prezzi su:
www.anconajazz.com - www.teatrodellemuse.org
ufficio stampa
per Spaziomusica, Andrea Piermattei 329.1238326
per Fondazione Teatro delle Muse, Maria
Manganaro 071.20784214 - 335.1252642 maria.manganaro@teatrodellemuse.org