ALLE MUSE, LE OPERETTE PIU' FAMOSE
Cin Ci Là e La vedova allegra
martedì e mercoledì prossimi
ANCONA (29 Mar. ’04) -
L’operetta approda per la prima volta al Teatro delle Muse con due dei più
amati titoli del popolare genere di teatro musicale: Cin Ci Là, il capolavoro di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, in scena martedì 30 marzo, e La vedova allegra di Franz Lehàr e Victor Leon mercoledì 31 marzo. Protagonisti di entrambi
gli spettacoli sono Maria Rosa Congia
e Carlo Vitale.
L’assessorato alla Partecipazione Democratica e le cinque Circoscrizioni del
Comune di Ancona organizzano al Teatro delle Muse le due serate dedicate ai due
spettacoli prodotti dalla Compagnia Italiana di Operette.
Per entrambi gli spettacoli, rimangono ancora dei posti in terza galleria (€
7,00) e nei palchi (€ 10,00), biglietteria via della Loggia, tel.
071.52525. Gli spettacoli iniziano alle 20,45.
Con
Cin Ci Là siamo Macao
dove il Principe Ciclamino ha sposato la Principessa Myosotis
e, secondo l’usanza, tutte le attività e i divertimenti sono sospesi finché non
viene consumato il matrimonio: vista l’inesperienza dei due, l’attesa potrebbe
rivelarsi assai lunga. L’arrivo da Parigi dell’attrice Cin-ci-là,
in procinto di girare un film a Macao, cade a pennello: il Mandarino Fon-Id pensa di affidare il Principe alle “cure esperte”
della donna, ma giunge inaspettato, l’eterno spasimante Petit-gris,
che per vendicarsi rivolge le sue attenzioni a Myosotis.
Saranno i due Parigini a svezzare sia Ciclamino che la giovane e a far sì che
la Cina possa avere un erede!
La
vicenda de La vedova
allegra. Il Barone Zeta, Ambasciatore del Pontevedro
a Parigi, riceve un ordine tassativo dal proprio governo: la signora Anna Glavari, giovane vedova del banchiere di corte, deve a
tutti costi risposarsi con un compatriota. Infatti se dovesse passare a seconde
nozze con uno straniero, il suo capitale, valutato 100 milioni di dollari,
abbandonerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e, per
la "Cara Patria", sarebbe la rovina economica! Il Barone Zeta
coadiuvato da Niegus, il cancelliere un po’
pasticcione, tenta di convincere il conte Danilo Danilowich,
segretario all'Ambasciata di Parigi a sposare la ricca vedova. Danilo però non
ne vuole sapere. Fra lui ed Anna c'è già stato del "tenero" prima che
lei sposasse il banchiere Glavari; ed ora Danilo,
ferito nell'orgoglio, non vuole assolutamente ammettere di essere ancora
innamorato di Anna. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole
dimostrare e fa di tutto per ingelosirlo. Durante una festa che Anna organizza
nella sua villa, sia per vedere le reazioni di Danilo e sia per salvare l'onore
della moglie del barone Zeta, ella dichiara a tutti che intende sposare un
francese: il sig. Camillo De Rossillon. Danilo
furioso abbandona la festa; tutto sembra perduto, ma Niegus,
più per caso che per merito, riesce a sciogliere l'equivoco e a far confessare
ai due il loro amore reciproco.
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stampa Maria Manganaro
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