CdA odierno
Le cifre del bilancio di
esercizio 2003 approvato all'unanimità durante la seduta
"Un dato brillante
nel panorama nazionale", così il Presidente
Nella seduta odierna, i
Consiglieri di Amministrazione della Fondazione Teatro delle Muse hanno approvato
all'unanimità il bilancio di esercizio dell'anno 2003. Fiscalmente, si
tratta del secondo anno di attività della Fondazione creata intorno a un teatro
che persegue una strategia di ampio respiro, capace di coinvolgere soggetti
pubblici e privati. Di fatto, proprio nel 2003 si sono aggiunti
al Comune, alla Provincia, alla Camera di Commercio e alla Banca Popolare di
Ancona tre importanti soci fondatori: il Gruppo Angelini
e la Fineldo della famiglia Merloni, Fondazione Cariverona.
Alla fine del primo intero
anno di piena attività del teatro, i Consiglieri della Fondazione hanno
approvato il bilancio di esercizio 2003 con una fisiologica perdita
pari a 113.351,32 € (di cui 48.344,00 € di Imposte di esercizio e
65.007,00 di disavanzo). "Un dato brillante nell'attuale panorama italiano
del settore - lo definisce il Presidente, Fabio Sturani,
- che consolida il ruolo del Teatro delle Muse sia sul piano regionale che
nazionale".
Nello specifico, qualche
cifra del bilancio: la somma dei contributi degli enti pubblici ammonta a
2.501.742,83 €, quella delle sponsorizzazioni dei privati a 384.482,45 €; gli
incassi ricavati dalla vendita dei biglietti della Stagione Lirica sono pari a
243.088,46€; i proventi da affitti, dalle quote dei Partecipanti, dalle
coproduzioni sommano 646.459,01 €. In totale, le entrate
dell'anno 2003 ammontano a 3.842.617,90 €, le uscite a
3.955.969,23 € (di cui 192.712,03 € per l'evento "Canto di Pace" e
1.793.352,30 € per le produzioni della Stagione Lirica).
Il maggiore impegno della
Fondazione risiede nella produzione e nell'organizzazione della Stagione
Lirica che nel 2003 ha visto debuttare quattro importanti spettacoli: Musiche
per la speranza (con il Canto di Pace interpretato da Placido
Domingo), Concerto per le Muse (commissione
d'opera a 9 compositori italiani), Il Re pastore (regia Daniele Abbado), Un Ballo in maschera (regia Giancarlo Cobelli), L'Enfance du Christ (diretto da Keri-Lynn Wilson). Il ritorno della lirica ad Ancona ha
consolidato il rapporto che lega le Muse ad una opinione pubblica sensibile e
attenta, puntando sulla novità-unicità delle caratteristiche architettoniche
del teatro del capoluogo regione. Una
regione che tradizionalmente produce lirica di qualità promossa all'estero come
"unicum" grazie al protocollo di intesa firmato da Ancona, Pesaro,
Macerata e Aerdorica, "Marche Lirica nel
Mondo" (di recente, sotto il coordinamento della Regione). Una strategia che
ha portato al raddoppio degli abbonati della prima stagione lirica (da 394 ai
775) e alla nascita di un'associazione di Partecipanti che conta 96 soci
sostenitori.
Ma la lirica non è l'unico
aspetto della mission aziendale
della Fondazione che gestisce il teatro dove partner qualificati
organizzano stagioni di prosa (si ricorda un boom di abbonati dello
scorso anno), di concerti, sinfonica, di jazz, di musica leggera. Un teatro che
ospita che ospita spettacoli proposti
dalle diverse associazioni gestendo un servizio di biglietteria per
quelle centinaia di migliaia di spettatori che gremiscono le sale
facendo balzare le Muse ai vertici degli indici nazionali di presenze (23° posto nazionale e 1° della regione, dai
rilevamenti Agis 1/7/2003 - 28/3/2004) con una media
altissima dell'86%. Un anno di attività intensissima che - tra recite, prove,
convegni e incontri, tra sala principale, ridotto e salone delle feste - ha visto impegnato il
teatro per 413 giornate.
A conti fatti, l'attività della
Fondazione per l'esercizio 2003 è stata finanziata per il 23% da ricavi propri,
per il 22% da contributi privati, per il 55% da contributi pubblici, vale
a dire che la metà del finanziamento è stata fornita da privati e dai ricavi
propri. Il risultato di esercizio, negativo rispetto a quanto preventivato,
è da imputare a minori proventi di sponsorizzazioni, a maggiori costi di
funzionamento, peraltro compensati da maggiori entrate diverse, e a maggiori
costi sostenuti per la stagione lirica. L'impegno profuso e le potenzialità del
Teatro richiedono un maggiore coinvolgimento dei finanziatori pubblici e
privati (peraltro, la Fondazione è penalizzata dai finanziamenti del Fus del Ministero, che attualmente sottostima gli
investimenti economici nella produzione lirica, perché il teatro ha ripreso la
sua attività solo da un anno e mezzo).
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