Stagione Lirica 2005-2006
Mercoledì 7 alle 17 GUIDA
ALL’ASCOLTO dell’ELEGIA di H.W.Henze a cura Franco Serpa, musicologo esperto e
grande comunicatore
ANCONA (6 dic. 2005) Siamo
all’ultima tappa prima del traguardo. Domani, mercoledì 7 alle ore 17 al Ridotto
del teatro delle Muse, Franco Serpa condurrà la guida all’ascolto dell’Elegia
per giovani amanti. Con l’illustre musicologo e grande conferenziere capace
di fare amare al suo uditorio ciò che lui ama, entreremo per la prima volta
(nell’ambito del ciclo “verso l’Elegia”) nell’universo musicale di H. W.
Henze e più precisamente in quello del suo capolavoro. Serpa ha una particolare
consuetudine con l’opera compositiva di Henze, sia in veste di studioso che di
amico: sarà una rara occasione farsi portare per mano per i suggestivi sentieri
della stupenda Elegia. Di fatto, nella ricca architettura teatrale del
libretto di Auden e Kallman, Henze ha versato a piene mani la sua
sensibilità di grande compositore giungendo, dopo il preludio dell’opera (il
delirio di Hilda Mack), alla vissuta pienezza dei sentimenti, là dove ogni
personaggio ha il suo strumento (Hilda ha il flauto, Mittenhofer gli ottoni,
Toni la viola, Elizabeth il violino).
Elegy for Young Lovers è l’opera di Henze più conosciuta
al mondo. In Italia è stata rappresentata solo tre volte, mai nella versione
originale inglese (alle Muse lo sarà, con sopratitoli in italiano). A questo
quarto allestimento, elegantissimo, di Pier Luigi Pizzi prestano
attenzione tutti i critici nazionali e stranieri, non a caso oggi Paolo Isotta
dedica un’intera pagina del Corriere della Sera al debutto anconetano di
venerdì 9..
Alla regia di Pizzi, si affianca
nello spettacolo anconetano (coprodotto con il teatro San Carlo di
Napoli) un cast di indubbio rilievo, sotto la guida di uno
specialista del repertorio novecentesco come il direttore tedesco Lothar
Koenigs alla guida della Filarmonica Marchigiana. Un’artista di prestigio
internazionale, il contralto Isolde Siebert, interpreterà la Contessa, a fianco
della Hilda Mack del mezzosoprano Elizabeth Laurence, del Dott.Reischmann
del basso Roberto Abbondanza (tra i più apprezzati in questo repertorio dei
nostri cantanti), e della coppia di giovani amanti, il delizioso soprano
spagnolo Ruth Rosique e il tenore americano John Bellemer. L’importante ruolo
di Mittenhofer - battezzato alla prima del ‘61 nientemeno che da Dietrich
Fischer-Dieskau - sarà affidato ad un bravissimo giovane baritono pesarese,
Davide Damiani.
La
trama. L’azione si svolge in un albergo
delle Alpi austriache dove un poeta , Gregor Mittenhofer, si è trasferito per
ascoltare e tradurre in poesia le visioni di una donna di mezz’età, Hilda Mack
che, resa folle dal dolore, attende da quarant’anni attende lo sposo
partito dall’albergo per conquistare la vetta dell’Hammerhorn.
Intorno al poeta gravita una corte
composta dalla sua patronessa e segretaria tuttofare, la
contessa Carolina che lo mantiene, la giovane amante Elisabeth e il medico
personale Reischmann. Dopo l’arrivo del figlio del medico, Toni, una guida
alpina, Josef Mauer, annuncia che è stato trovato un corpo, probabilmente
quello del marito di Hilda. Elizabeth comunica a Hilda, che nel frattempo ha
avuto una delle sue visioni, il ritrovamento del cadavere del marito. Intanto,
Toni, affascinato dalla dolcezza della ragazza, si accorge di essere innamorato
di Elizabeth.
La passione nasce tra i due giovani
e sconvolge tutti i rapporti tra i protagonisti. Mittenhofer intuisce la
relazione e cerca di prevenirla con una sorta di autocritica, giustificando
i suoi cinici comportamenti con l’imperativo dell’affermazione della creatività
su tutto. Ma Toni, superando le indecisioni di Elizabeth, prende l’iniziativa e
confessa tutto al poeta. Mittenhofer mantiene l’autocontrollo e
addirittura chiede al padre di Toni, fino ad allora contrario all’unione , di
benedire la coppia. Mentre ognuno riflette su se stesso e
sull’accaduto, Mittenhofer si applica alla scrittura del suo nuovo poema
I Giovani Amanti; per portarlo a termine però ha bisogno di una
nuova visione che solo un fiore raccolto sull’Hammerhorn può fornirgli. I due
giovani decidono di andare sulla montagna per cercare il fiore e portarglielo
in dono. Passa del tempo e Mauer, la guida alpina, viene a chiedere se qualcuno
si è avventurato sulla montagna perché nel frattempo si è scatenata una
tormenta. Mittenhofer, mentendo, assicura che nessuno è uscito e Carolina non
ha il coraggio di smentirlo,
Il destino dei due giovani, che
muoiono dispersi sulla montagna, è segnato dalla crudeltà del poeta che
sacrifica la loro vita in favore della sua nuova creazione..
L’ ultima scena ci porta in
un teatro di Vienna dove davanti al suo pubblico Mittenhofer legge
il nuovo poema: Elegia per giovani amanti.
Il suo poema è stato
scritto, l’Opera è finita.
Orario di inizio degli
spettacoli: venerdì 9 e martedì 13 alle 20,30; domenica alle 16.
I biglietti (ancora disponibili) si possono acquistare al
botteghino del teatro, presso le filiali UniCredit e on line visitando il sito
www.teatrodellemuse.org.
Biglietteria del Teatro delle Muse
via della Loggia - tel. 071.52525 - fax 071.52622 -
boxoffice@teatrodellemuse.org
dal martedì al sabato - dalle 10,00
alle 17,00 (orario continuato)
(nei giorni di spettacolo, la biglietteria è aperta un’ora prima dell’inizio)
Parcheggio Traiano, via XXIX settembre, aperto per gli spettatori del Teatro
delle Muse fino all’una di notte, costo forfettario 3 euro