PREMIO INTERNAZIONALE FRANCO
CORELLI, prima edizione
Il 22 marzo, una scultura
originale di Eliseo Mattiacci
sarà consegnata a Corrado Rovaris
ANCONA (7 marzo ’05) - Con il Premio
Internazionale Franco Corelli istituito nello
scorso novembre, la Fondazione Teatro delle Muse raggiunge una nuova tappa del
progetto “Le Muse per Corelli”, avviato nell’aprile
2004 con l’omaggio reso al grande tenore di Ancona da Juan
Diego Florez durante l’indimenticabile serata
condotta da Suozzo e Stinchelli.
Un progetto che intende riallacciare i fili culturali con Franco Corelli e, attraverso la figura del tenore celebrato in
tutto il mondo, ricollegarsi al periodo d’oro dell’opera lirica, quando
la voce, l’interpretazione, la presenza scenica, la regia, la scenografia, la
musica raggiungevano un nuovo equilibrio con risultati di grande raffinatezza e
modernità.
Così, il Premio Internazionale Franco Corelli ha la finalità di segnalare - nel nome di
uno dei massimi interpreti della scena lirica del secondo Novecento - un artista
che, debuttando nel proprio ruolo in una produzione della Stagione Lirica,
abbia contribuito alla valorizzazione del Teatro di Ancona.
La commissione della prima edizione del Premio
Internazionale Franco Corelli assegna il
riconoscimento al maestro Corrado Rovaris,
per il livello dell’approfondito contributo dato all’interpretazione mozartiana nella direzione musicale dell’opera Il Re
pastore che ha inaugurato la Stagione Lirica 2003-2004.
Oltre a giudicare la scena lirica nel complesso dei
suoi vari elementi costitutivi, il Premio ha un’altra importante peculiarità
che consiste nella consegna al vincitore di una scultura originale ogni anno
diversa, realizzata per l’occasione da un grande artista. L’autore della
scultura della prima edizione del Premio Internazionale Franco Corelli è Eliseo Mattiacci, un protagonista del rinnovamento dell’arte
fin dagli anni Sessanta. Il premio verrà consegnato a Corrado Rovaris il 22 marzo alle ore 20,30 sul palcoscenico delle
Muse, dove il Maestro dirigerà l’Orchestra Filarmonica Marchigiana e il
Coro Lirico V.Bellini nell’atteso Requiem
K 626 di Mozart (il concerto è inserito nella
Stagione della Società Amici della Musica “Guido Michelli”
ed è realizzato in collaborazione con la Fondazione teatro delle Muse e la Fondazione
orchestra Regionale delle Marche)
La commissione del premio, nominata dal Consiglio
di Amministrazione della Fondazione Muse, si avvale della consulenza del
direttore artistico della Stagione Lirica in carica, Alessio Vlad. Presieduta da Antonio Luccarini,
è composta da cinque membri, Ornella Bonomelli, Maria Manganaro, Manlio Mingoia, Silvano Sbarbati.
Biglietteria del teatro delle Muse
via della Loggia - tel. 071.52525 - fax 071.52622 - boxoffice@teatrodellemuse.org
dal martedì al sabato - dalle 10 alle 17 orario
continuato
(nei giorni di spettacolo, la biglietteria è aperta un’ora prima dell’inizio)
Ufficio stampa Maria Manganaro
071.20784214 - 335.1252642 maria.manganaro@teatrodellemuse.org
Corrado Rovaris
Direttore d’orchestra
Nato a
Bergamo, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio «G.Verdi» di Milano. Ha inaugurato la propria carriera
affrontando il repertorio barocco, per poi avvicinarsi a Mozart,
Haydn, Paisiello, Donizetti, Rossini, Bizet. Tra gli impegni in ambito operistico delle ultime
stagioni si segnalano il debutto a Philadelphia con Le nozze di Figaro ed al Garsington Opera Festival nella Gazzetta, oltre alla direzione di Il Signor Bruschino e Otello
(ROF di Pesaro), Tamerlano (Teatro Regio di Torino), Luisa Miller,
La Bohème, Rigoletto, Il Signor
Bruschino e Gianni Schicchi (Losanna), Il
signor Bruschino, Un giorno di Regno,
Il Barbiere di Siviglia, L’italiana in
Algeri (Teatro alla Scala), L’elisir
d’amore (Reggio Emilia, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Comunale di
Bologna), Così fan tutte (Trento,
Rovigo, Bolzano, Torino), Il barbiere di Siviglia (Teatro Comunale di
Bologna, Cagliari, Frankfurt, Torino), Don Giovanni (Philadelphia,
Köln, Verona), Don
Pasquale (Teatro La Fenice di Venezia), Le
nozze di Figaro (Brescia e Bergamo), Apollo
e Dafne (Cremona), Il turco in Italia
(Parma), La serva padrona (Teatro
Comunale di Firenze), Dido and Aeneas
(Accademia di Santa Cecilia di Roma), La
cambiale di matrimonio (Opéra de Lyon). Sul podio
del Teatro delle Muse di Ancona per l’inaugurazione della stagione 2003/4 (Il Re pastore), ha successivamente preso
parte all’apertura del Santa Fe Opera Festival
dirigendo Simon Boccanegra
ed diretto L’italiana in Algeri a
Tokyo.
Affianca alla carriera operistica un’intensa attività
concertistica che lo ha portato, tra gli altri, sul podio delle orchestre dei
Pomeriggi Musicali di Milano, dei Cameristi della Scala, dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia, dell’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano,
dell’Orchestra Haydn di Bolzano, della Sinfonica
Arturo Toscanini, dell’Orchestre de Chambre de Lausanne, della Danmarks Radio Symphony Orchestra di Copenhagen,
dell’ ORT-Orchestra della Toscana e dei principali
teatri italiani ed esteri.
Recentemente
nominato Direttore Musicale dell’Opera Company di Philhadelphia,
vi tornerà per dirigere numerose nuove produzioni.
Il calendario degli impegni futuri prevede inoltre Il turco in Italia al Teatro Regio di Torino, nonché numerosi
concerti ad Ancona, Losanna e Bruxelles.
Eliseo Mattiacci è tra i protagonisti
dell’eccezionale fronte che ha radicalmente rinnovato l’arte negli anni
Sessanta ed è riconosciuto, in Italia e all’estero, tra gli artisti di maggiore
rilievo. Nato a Cagli, nelle Marche, nel 1940, risiede attualmente a Pesaro. Al
1961 risale il suo esordio, nell’ambito di una mostra dedicata ai giovani
artisti della Galleria nazionale d’Arte Moderna di Roma, in occasione della quale
gli viene conferito il primo premio per la scultura.
Trasferitosi a Roma nel 1964,
elabora il suo incisivo contributo attraverso lavori realizzati con oggetti
d’uso o materiali industriali manipolati, che provocano insolite esperienze
tattili o esaltano fenomeni fisici come il peso, la forza di gravità, il
magnetismo. In seguito concepisce opere nei termini di un’azione, coinvolgendo
spesso lo spettatore nel processo creativo.
Nel corso degli anni Settanta, attraverso una serie di
azioni e di installazioni, indaga la propria identità in relazione all’altro da
sé, i modi di comunicazione, le culture diverse da quelle egemoni. Il suo
itinerario espositivo annovera la presenza in alcune importanti gallerie
internazionali, molte delle quali sono state luogo d’elezione dell’ultima
avanguardia: La Tartaruga, L’Attico, L’isola e la Galleria dell’Oca a Roma; Alexandre Iolas ad Atene, Parigi
e New York; la Galleria Franca Mancini a Pesaro; la Galerie
Appel & Fertsch a
Francoforte; la Galleria Martano a Torino; lo Studio Casoli
a Milano; la Galleria Scudo a Verona. In numerose occasioni ha presentato il
suo lavoro presso istituzioni pubbliche e fondazioni: nelle sale personali alla
Biennale di Venezia (1972 e 1988), nel Padiglione d’Arte Contemporanea di
Milano (1981), al Parco di Miramare e al castello di
San Giusto a Trieste (1987), alla Galleria Civica di Modena (1988), al Museo di
Capodimonte a Napoli (1991), presso la Fondazione Prada di Milano (1993), al Centro per le Arti Visive di
Pesaro (1996), al Palazzo Ducale di Urbino (1999), ai Mercatini di Traiano di Roma (2001).
Nel 1987 ha fondato il Centro
per la Scultura Contemporanea con sede nella Torre di Francesco di Giorgio
Martini a Cagli, includendo i lavori degli amici Pino Pascali,
Idetoshi Nagasawa, Nunzio.
Alcune delle sue più recenti opere “spaziali-cosmiche-astronomiche”,
realizzate con lastre di ferro o di cortèn, talvolta
con l’impiego di potenti magneti, sono state installate in luoghi pubblici
all’aperto, tra le altre Equlibrio
compresso sullo sperone della Rocca di San Gimignano
(1955), Dove circolano le idee con la quale Mattiacci
ha vinto il premio speciale conferito dal The Hakone
Open Air Museum di Tokyo nel 1955, Riflesso
dell’ordine cosmico a Pesaro (1996), Ordine a Villa Glori a Roma
(1997), Microcosmo collezione ambientale, Fattoria di Cella a Pistoia
(2001), Dentro il Cosmo studio Casoli di
Milano, Mercati di Traiano a Roma (2002). Cinque sue
grandi sculture sono esposte dallo scorso luglio nei nuovi spazi dell’aeroporto
Raffaello Sanzio di Falconara.
In preparazione è un’opera
permanente per il comune di Reggio Emilia, che verrà realizzata nell’ambito di
un progetto ideato da Claudio Parmiggiani e al quale
partecipano, oltre a Mattiacci, Luciano Fabro, Sol LeWitt, Robert Morris, Richard Serra. Inoltre, Materia alla Galleria Otto
di Bologna e, nel marzo 2005,
l’installazione permanente Occhio del cielo alla collezione di scultura
presso l’università L.A U.C.L.A.
di Los Angeles.
