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I SOLISTI VENETI

I SOLISTI VENETI

direttore CLAUDIO SCIMONE

Martedì 15 marzo al TEATRO DELLE MUSE, ore 21.

 

ANCONA (9 Mar. ’05) - I Solisti Veneti è uno degli ensemble  più prestigiosi e celebri del mondo,  da sempre richiama un folto pubblico. Fondato dal suo direttore Claudio Scimone nel 1959 a Padova (dove il maestro è nato), l’ensemble si è esibito in più di cinquanta paesi e nei principali festival del mondo.

Il  concerto di martedì 15 marzo alle ore 21 al Teatro delle Muse, propone per la 90^ Stagione della Società Amici della Musica “Guido Michelli”, la Sinfonia n° 60 Il distratto di F. J. Haydn, la Serenata per archi, di A. Dvorak, e le Metamorphosen, Studio per 23 archi solisti AV 143, di R. Strauss.

Si tratta di un programma equilibrato, che presenta nella prima parte due lavori “distesi”, come la Sinfonia di Haydn, piacevolmente giocata su “imprevisti” strumentali, o la bella Serenata di Dvorak, mentre si addensa decisamente nella seconda parte con uno degli ultimissimi capolavori di Richard Strauss. E’ infatti Metamorphosen il fulcro di tutto il concerto.

Strauss è uno di quei compositori verso cui una grande parte della musicologia accademica ha in genere un atteggiamento presupponente ed esprime un giudizio, per fortuna non unanime, diviso in due. Applaude infatti la fervida, fertile e fulminea parabola ascensionale che va dall’impressionante esordio con Don Juan (1888), fulgido capolavoro composto a 24 anni, fino alle grida espressioniste di Elektra e Crisotemide (1909), “apice” che segna il giro di boa verso un neoclassicismo inaugurato da Der Rosenkavalier (1911).

Metamorphosen, “Studio per 23 archi solisti”, è un lavoro d’estrema, dolorosa, irresistibile bellezza, composto dal Maestro ottantunenne nel 1945 a Garmisch, alla vigilia della resa nazista, con la Germania rasa al suolo dai bombardamenti alleati, iniziato il giorno dopo la distruzione della Staatoper di Vienna, e dedicato al Collegium Musicum di Zurigo e al suo direttore Paul Sacher.

 Il titolo fa riferimento al concetto di  “metamorfosi” con cui  Goethe, nella vecchiaia, spiegava il suo procedimento mentale. Strauss aveva riletto l’intero corpus goethiano durante la guerra.

Metamorphosen è un’opera di commiato, una marcia funebre che accompagna la dissoluzione di un’epoca e dei suoi simboli. Ma “metamorfosi” è anche il procedimento compositivo a cui le varie linee melodiche di questo lavoro vengono sottoposte.

 La partitura, sinfonico-cameristica parla il linguaggio del Tristano e Isotta di Wagner, quello decadente di Mahler (Quinta Sinfonia) e dello Schoenberg di Verklaertnacht, ma risulta più contenuta, più tersa e cristallina, in un certo senso.

La struttura in qualche modo contrappuntistica, in cui tutti e 23 gli strumenti agiscono per tessere quest’addio, s’intreccia, tra i vari, anche con un inciso tematico desunto dalla Marcia Funebre della Sinfonia “Eroica”, il cui tema, accompagnato in partitura dall’epigrafe “In Memoriam”, compare citato chiaramente solo alla fine del brano.

 

Biglietteria del teatro delle Muse

via della Loggia – tel. 071.52525 – fax 071.52622 – boxoffice@teatrodellemuse.org

dal martedì al sabato – dalle 10 alle 17 orario continuato

(nei giorni di spettacolo, la biglietteria è aperta un’ora prima dell’inizio)

 

ufficio stampa Maria Manganaro 071.20784214 – 335.1252642 maria.manganaro@teatrodellemuse.org

Annalisa Pavoni 349.4124019 annalisapavoni@tiscali.it



Fondazione Teatro delle Muse - via della Loggia - 60121 Ancona
Tel. 071 207841 - Fax 071 20784207 e-mail: info@teatrodellemuse.org
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