sabato 12
febbraio, KUHN DIRIGE MOZART E BRUCKNER
il
demonico e il divino
(MODALITA’
DI RIMBORSO CONCERTO ANNULLATO DEL 29.1.05)
ANCONA (10 gen. ’05) - Il
Concerto Per la giornata della memoria (annullato lo scorso 29 gennaio
causa neve) è stato rinviato a sabato 26 febbraio, ore 20,30. I rimborsi dei
biglietti proseguiranno fino al 3 marzo 2005 (non oltre). Quanti desiderassero
il rimborso dovranno presentare il biglietto integro alla biglietteria del
Teatro. Chi risiede fuori Ancona e chi ha prenotato telefonicamente,
riceverà il rimborso tramite bonifico bancario.
Sabato 12 febbraio alle 20,30, il
nuovo appuntamento alle Muse con la Stagione Sinfonica a cura dell’Orchestra
Filarmonica Marchigiana è con “Kuhn dirige Mozart e Bruckner”, un
concerto di straordinaria bellezza con l’esecuzione di due sinfonie .sul
altrettanti modi di restituire l’idea della tempesta, direttore Gustav Kuhn.
Non conosciamo la reazione di
Hieronymus Colloredo - tradizionalista principe arcivescovo di Salisburgo -
all’ascolto della Sinfonia n. 25 in sol min., K. 183 del suo
Konzertmeister di corte Wolfgang Amadeus Mozart. Ma possiamo bene
immaginarla di fronte a un opera che manifestava una dimensione del demonico
allora inimmaginabile.
Ancora oggi, nonostante la
musica scritta dopo Mozart ci abbia abituati a tempeste sonore assai più
devastanti nei loro effetti esteriori, si resta allibiti di fronte ad un
simile capolavoro, capace di comunicare in modo così immediato una
sensazione di energia immane con mezzi strumentali minimi (un’orchestra
composta di archi e pochi legni, con quattro corni, senza timpani),
affidandosi, specie nell’incredibile primo tempo, al potere di un’idea melodica
esplosiva, di un ritmo inarrestabile e, soprattutto, di una costruzione formale
saldissima, che riesce a fondere in un’unità granitica tutti gli elementi
retorici conferendo loro un senso e un’espressività inauditi.
Mozart non descrive qui una
tempesta, né esalta la forza della natura in quanto tale: egli porta alla luce,
liberandolo dalle catene della sua anima individuale e trasferendolo in una
dimensione mitica, un demone spaventoso, un impulso primario, di natura fisica
e morale, legato allo stato di giovinezza; che è tragico nella sua
ambivalente tendenza all’affermazione-distruzione di sé.
Una tempesta, come insegnano gli
studi di Goethe sulle nuvole, la si può vivere entrandoci dentro completamente,
alla maniera di Mozart; oppure osservandola da lontano, come uno spettacolare
evento meteorologico che ha un suo svolgimento complesso e variato, fatto di
segnali premonitori, di attese inquiete, di scrosci improvvisi, di ampie
schiarite, di giganteschi movimenti di nubi che si addensano in basso o si
gonfiano verso l’alto.
Da un tale punto di vista, la
tempesta può caricarsi di significati simbolici che attengono al soprannaturale
ed apparire, dunque, come una manifestazione della potenza divina. È a questa
visione che pare ispirarsi la Sesta Sinfonia in la magg.
di Anton Bruckner (Ansfelden, Linz, 1824 - Vienna, 1896), scritta dal
compositore nel 1881, all’età di 57 anni, ed eseguita integralmente per la
prima volta a Vienna il 26 febbraio 1899, dopo la sua morte, sotto la direzione
di Gustav Mahler.
Più precisamente, la Sesta
di Bruckner può essere letta come una solenne liturgia del creato per il
Creatore. Alcuni dei procedimenti musicali classici impiegati da Mozart per
esprimere l’elemento tempestoso, come le figure ostinate, gli unisoni e i
contrasti dinamici, si ritrovano infatti anche in questa sinfonia, ma in forme
completamente diverse, che alludono più o meno esplicitamente al divino.
E Bruckner, che desidera
glorificare Dio con la sua musica secondo l’insegnamento di Palestrina e di
Bach, si accorge che Dio non c’è più nella società che lo circonda. Il
compositore si trova pertanto di fronte ad un problema sostanziale: come
rendere universale un’opera d’arte quando manca il Re, Dio, l’Assoluto?
L’originalissima soluzione poetica individuata da Bruckner, reazionaria e
rivoluzionaria nello stesso tempo, è frutto di un lungo processo di gestazione
che lo porta ad integrare nella forma della sinfonia il prezioso patrimonio
della sua educazione musicale, comprendente il contrappunto e l’improvvisazione
organistica come anche la musica popolare della sua terra, con il linguaggio
tecnico-espressivo del romanticismo, da Schubert all’amatissimo Wagner, facendo
perno su alcune folgoranti intuizioni dell’ultimo Beethoven, il Beethoven
“barocco” della Nona sinfonia e della Missa Solemnis e quello
“metafisico” dei quartetti dell’estrema maturità.
C’è tutta una pazienza
tipicamente cattolica nell’attendere, nel dilungarsi e nel ripetere,
nell’avviare processioni di preghiera - commovente quella del secondo
movimento, sostenuta dal pizzicato dei bassi - nel restare inerti come in
penitenza per esplodere poi in improvvisi fervori che portano a benedire... ma
a benedire qualcuno che non c’è, auspicando che ritorni. Quella di Bruckner è
una liturgia musicale pura, splendida retorica cerimoniale che festeggia
un’assenza, nell’ansia di recupero di un’unità perduta che sarà l’angoscia e la
pena dell’uomo contemporaneo.
Programma
W. A. Mozart
Sinfonia n. 25 in sol min., K. 183
I. Allegro con brio
II.
Andante
III.
Menuetto
IV.
Allegro
A. Bruckner
Sinfonia n. 6 in la magg.
I. Maestoso
II.
Adagio: Sehr feierlich (Molto solenne)
III.
Scherzo: Nicht schnell (Non
veloce) - Trio
IV.
Finale: Bewegt,
doch nicht zu schnell (Mosso, ma non troppo veloce)
BIGLIETTI
Platea e prima galleria 20 euro
Seconda galleria 15 euro
Terza galleria e palchi 10 euro
Biglietteria del teatro delle Muse
via della Loggia - tel. 071.52525 - fax 071.52622 - boxoffice@teatrodellemuse.org
dal martedì al sabato - dalle 10 alle
17 orario continuato
(nei giorni di spettacolo, la biglietteria è aperta un’ora prima dell’inizio)
ufficio stampa Maria Manganaro 071.20784214 - 335.1252642
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