Cda odierno
ANCONA (26 apr. 2005) - I Consiglieri di amministrazione
della Fondazione Teatro delle Muse si sono riuniti oggi per approvare il
bilancio di esercizio dell’anno 2004.
Ad appena due anni e mezzo dalla riapertura del teatro
delle Muse, la Fondazione compie pienamente una missione di politica culturale
di alto valore per il territorio e oltre: mettere al servizio della
cittadinanza la struttura teatro, alimentare e far crescere le realtà
culturali locali. Un teatro che ha marcato un deciso segno nella Regione, che
ha consolidato un entusiastico rapporto con il pubblico, che si è fatto perno e
sostegno dello spettacolo dal vivo del capoluogo di regione.
Di fatto, nel 2004, l’attività della
Fondazione è notevolmente cresciuta. Oltre ai 189 eventi dello Sperimentale
(con 57.018 spettatori) e quelli relativi a convegni, incontri politici e
culturali al Ridotto (tra i quali, per esempio, le giornate Prodi, Fini o Confindustria), il sipario delle Muse si è alzato 85
volte (contro le 64 del 2003), accogliendo 73.000 spettatori
(contro i 47.000 dell’anno precedente), delineando per qualità e tipo di
ospitalità uno “stile Muse” sempre più connotato.
Come tutti sanno, l’attività della Fondazione
riguarda due aspetti precisi. Il primo è relativo alla gestione dei due teatri
che si fanno ospiti delle stagioni di prosa, sinfonica, musica da camera, jazz,
leggera, klezmer e dell’associazione oriente
occidente, condividendo con quei partner qualificati che organizzano le varie
stagioni una crescita di attenzione e formazione culturale (sole per fare un
esempio, alle Muse gli abbonati della Stagione Sinfonica sono circa 250: un
dato davvero importante).
Il secondo aspetto, quello legato alla Stagione
Lirica, impegna la Fondazione in un processo produttivo che, specie nel 2004 ha
dato risultati eccellenti sia in termini di qualità artistico-musicale,
sia per numero di spettatori, sia per quella risonanza critica che ha permesso
al direttore artistico Alessio Vlad di chiudere 6
coproduzioni con teatri nazionali e internazionali per i 4 titoli della
prossima edizione.
Il 2004 è stato l’anno del delicato passaggio della
direzione artistica della Stagione Lirica da Claudio Orazi
ad Alessio Vlad, l’anno dell’Omaggio a Corelli, del festival jazz in estate, della gestione
unitaria teatro delle Muse-teatro Sperimentale, dei Concerti-aperitivo, della rassegna domenicale Il Mattino
delle Muse, del massiccio coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado
che si avvicinavano per la prima volta all’opera lirica durante una Stagione
definita dagli esperti “coraggiosa”, dei 1.100 abbonamenti alla Lirica di cui i
300 speciali del dopolavoro ferroviario.
Ciò che emerge da tale attività è la notevole
flessibilità di un teatro che fa un utilizzo pieno dei suoi spazi e che,
necessariamente, comporta una crescita complessiva del personale sia per
garantire la gestione dei teatri teatro che nel momento delle produzioni
d’opera (254 persone tra cast, figuranti, parrucchieri, sarte, truccatori,
maschere, tecnici, per un totale di 8.433 giornate lavorative).
Rimane quasi invariato, invece, il dato positivo
(anche questo abbastanza straordinario) delle percentuali di finanziamento che
garantiscono la vita della Fondazione: il 60% dei contributi proviene da
enti pubblici; il 40% da sponsor privati e incassi di botteghino (l’anno scorso
le percentuali erano rispettivamente del 55% e del 45%). Un’unica precisazione
significativa di un radicamento del teatro: dalla biglietteria sono provenuti
provengono 100.000 euro in più rispetto allo scorso bilancio di esercizio.
Una complessa attività in crescita costante che
nell’anno 2004, a fronte di un bilancio di previsione di 4.714.000 euro,
è costata 5.031.849 euro, con un disavanzo di 362.285 euro.
“Certamente non poco, - commenta il presidente Fabio Sturani,
- ma neanche troppo se consideriamo il servizio culturale offerto al pubblico,
il crescente numero di rappresentazione e il conseguente aumento delle spese di
gestione di un grande teatro come il nostro, economicamente impegnativo. Un
bilancio assolutamente positivo se pensiamo all’impegno politico del Comune di
Ancona e degli altri soci Fondatori (Provincia di Ancona, Camera di Commercio,
Banca popolare di Ancona, Fondazione Cariverona, Acraf Angelini, gruppo Fineldo) nei confronti dei cittadini.
Siamo contenti della scelta che - prosegue il
presidente, - ha portato alla qualificata nomina dell’assessore alla cultura
della Regione, con il quale naturalmente la Fondazione collaborerà”.
Il bilancio di esercizio dell’anno 2004 è stato
votato all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione.
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