17.01.2006 Mercoledì 18 gennaio alle 20.30 debutta ROBERTO DEVEREUX di G. Donizetti |
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Stagione lirica 2005-2006 Mercoledì 18 gennaio alle 20.30 debutta ROBERTO
DEVEREUX di G. Donizetti, in forma di concerto (repliche 20 e 22 gennaio) ANCONA (17 gen. 2006) La vicenda
dell’opera ha luogo all’interno della corte inglese, durante il regno di
Elisabetta I (1533-1603, sul trono dal 1538). Ben tre sono le opere
donizettiane che portano sulla scena la grande regina: Elisabetta al
castello di Kenilworth (1829), Maria Stuarda (1834) e Roberto
Devereux, un trittico cui va aggiunta per contiguità quell’Anna Bolena
incentrata sulle sventure della madre di Elisabetta. Donizetti doveva dunque
conoscere bene il carattere della regina. D’altra parte molte furono all’epoca
i romanzi e i drammi teatrali dedicati ad Elisabetta I, una regina morta senza
lasciare eredi al trono segnando l’estinzione dei Tudor e il passaggio della
corona inglese alla dinastia degli Stuart. Il valore essenziale della
donizettiana “saga” inglese è rappresentato dalla loro verità musicale. Roberto Devereux di
Gaetano Donizetti debutta al Teatro delle Muse in forma di concerto mercoledì
18 gennaio alle ore 20,30 (repliche 20 e 22 gennaio). Capolavoro del
repertorio belcantistico, è un autentico banco di prova per l’interprete
principale, a cui il compositore regala
una vocalità impervia e virtuosistica che si contrappone alla tragicità
di un personaggio e di una vicenda
che, calati in un contesto drammaturgico straordinario,
fanno sì che l’espressività sia al centro di una costante tensione narrativa.
L’occasione al Teatro delle Muse si segnala per il debutto in uno dei
ruoli più temibili affrontati dalle grandi primedonne (dalla Gencer alla
Caballé, dalla Sills alla Gruberova) di un soprano di punta del
momento, l’ellenica Dimitra
Theodossiou, che con questa inedita raffigurazione della regina Elisabetta
darà prova della sua eccezionale versatilità di cantante e d’interprete. “Un
ruolo ricco di sentimenti. Vocalmente ancora più difficile di Anna Bolena, ma -
dichiara il soprano lirico di coloratura drammatica, - sono questi i ruoli che preferisco perché
danno espressione a quella grinta che mi ha permesso di interpretare Attila
con successo. In più, - prosegue, - debuttare il Roberto Devereux con il
Maestro Campanella è una vera fortuna perché è un esperto riconosciuto del belcanto
e perché, cosa rara, riesce ad adattare la partitura alla voce del cantante ”
Ma di prestigio è tutta la compagnia con la quale il soprano greco ha già
cantato: uno dei nostri migliori baritoni, Roberto Frontali
(Nottingham), l’interessantissimo tenore emergente Massimiliano Pisapia
(Devereux), il suggestivo mezzosoprano argentino Nidia Palacios (Sara),
il tenore Piero Picone (Cecil), il basso fabrianese Ezio Maria Tisi
(Gualtiero). Come già detto, l’opera donizettiana è affidata alla bacchetta
ideale del direttore che più d’ogni altro si è imposto nel repertorio, Bruno
Campanella, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, del Coro
Lirico “V. Bellini” e dei cantanti. . Storia d’amore e di vendetta
Roberto Devereux, si svolge nel XVI secolo nel palazzo di Wstminster.
La regina Elisabetta ama il conte Devereux e rifiuta di condannarlo come
traditore. Ma Roberto si reca di notte nella stanza di Sara, moglie del duca di
Nottingham. In pegno d'amore le dona l'anello che Elisabetta gli aveva regalato
e lei, in cambio, gli consegna la sua sciarpa ricamata (atto I). Adesso la regina accusa Roberto
di tradimento, mostrando al duca di Nottingham la sciarpa ricamata che Sir
Gultiero gli ha sottratto. Il duca, riconosciuta la sciarpa della moglie,
chiede di sfidarlo a duello. Roberto è arrestato, condannato a morte e
rinchiuso nella torre di Londra (atto II). Roberto supplica Sara di
riportare ad Elisabetta l'anello. Sara obbedisce, la regina ordina di
liberarlo, ma è troppo tardi. Un colpo di cannone annuncia l'avvenuta condanna
capitale. Il duca di Nottingham confessa d'aver deliberatamente ritardato
l'arrivo della moglie ed Elisabetta furente li fa rinchiudere entrambi.
Ossessionata dal fantasma di Roberto abdica infine a favore di Giacomo I (atto
III). I biglietti sono in vendita
presso il botteghino del Teatro, presso le filiali UniCredit e on line. Prosegue il ciclo “Back stage”
al Bar del I ordine, mostra fotografica dedicata alla Stagione
lirica con le immagini catturate durante le prove da un gruppo di 4 fotografi
anconetani: Danilo Antolini, Paolo Monina, Claudio Penna e Giorgio
Pergolini. Biglietteria del Teatro delle
Muse
via della Loggia - tel. 071.52525 - fax 071.52622 -
boxoffice@teatrodellemuse.org dal martedì al sabato - dalle 10,00 alle
17,00 (orario continuato) (nei giorni di spettacolo, la biglietteria è aperta un’ora
prima dell’inizio) Parcheggio Traiano, via XXIX settembre, aperto per
gli spettatori del Teatro delle Muse fino all’una di notte, costo forfettario 3
euro |
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