NEL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA, RIAPRE LA MOSTRA DEDICATA A FRANCO
CORELLI
NEL PRIMO GIORNO DI
PRIMAVERA, RIAPRE LA MOSTRADEDICATA A
FRANCO CORELLI
ANCONA (20 mar. 2006) Nel primo periodo di apertura, circa 800 appassionati si sono
"lasciati visitare" dalle immagini della insolita e accattivante
mostra dedicata alla figura di Franco Corelli, al Ridotto del Teatro delle
Muse. L'esposizione multimediale riapre le porte da domani, 21 marzo, fino al
12 aprile, nei giorni dimartedì, mercoledì,
giovedì, venerdì, dalle 16.30 alle 19.30. L'ingresso della mostra da visitare a
più ripreseè gratuito.
Più di 50 ore di
filmati forniti in gran parte dalle Teche Rai ripercorrono la carriera
di uno dei massimi tenori del secondo Novecento. Documenti e materiali di
memorabili interpretazioni, tra i quali intere opere come I Pagliacci
('54), Tosca ('55), Carmen ('56), La forza del destino
('58), Turandot ('58), Andrea Chénier ('73 e '78).
L'esposizione
propone agli spettatori diversi e sempre nuovi aspetti del personaggio Corelli:
la Scala di Milano; le arie e i duetti che lo hanno reso celebre; l'esperienza
americana; i pareri autorevoli e amicali su di lui; l'auto-racconto. Questi e
altri i temi condotti con differenti modalità di ascolto e di osservazione,
grazie a grandi schermi, ascolto in cuffia, postazioni digitali
in funzione di guida ed espositori con materiale fotografico e documentario
della carriera del tenore (costumi, locandine, manifesti etc.).
La
mostra - voluta dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ancona, ideata e
realizzata dal Dipartimento di Architettura Rilievo Disegno Urbanistica Storia
dell'Università Politecnica delle Marche coordinato dal prof. Fausto Pugnaloni
- fa parte di un ampio progetto, incentrato sulla figura di uno dei più grandi
protagonisti del teatro musicale del '900, che non vuole rendere un semplice
omaggio ad uno dei più illustri figli della città di Ancona, ma intende
costruire attorno alla sua voce prodigiosa uno spazio culturale permanente, un
Centro Studi che sappia compiere un lavoro di ricognizione e di approfondimento
su un momento straordinario del Teatro musicale italiano, ricco tra l'altro di
grandi esperienze innovatrici.
L'esposizione ha
deliberatamente evitato il ricorso alla "musealizzazione" del
personaggio, cercando invece, per quanto fosse possibile, di renderne intatta
la straordinaria presenza scenica, puntando soprattutto a quella parte
documentaria capace di restituire il miracolo di una voce e un protagonismo
teatrale che è stato, a detta dei critici, unico e irripetibile e in un certo
senso fatale perché ha permesso il recupero di un repertorio difficilmente
frequentato.
La scelta
del luogo è in un certo senso centrale al disegno complessivo della mostra in
quanto simbolo stesso e l'oggettivazione di un'operazione che intende
riallacciare, con un legame forte, il destino delle nuove Muse alla vicenda
artistica di una delle voci più sublimi del repertorio operistico
internazionale.