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20, 22 e 25 febbraio

20, 22 e 25 febbraio 

NABUCCO

Un debutto per Dimitra Theodossiou, per Roberto Frontali e per il M° Bruno Campanella

 

Domenica 18 alle 11, Guida all'Opera a cura di Fabio Brisighelli

 

 

ANCONA (15 feb. 2007) Martedì 20 gennaio alle ore 20,30 debutta Nabucco di Giuseppe Verdi (repliche gioved1 22 e, alle ore 16, domenica 25), l'ultimo titolo della quinta Stagione Lirica di Ancona. Una stagione da "tutto esaurito" dall'inizio alla fine, per la quale si sono mossi i critici e i melomani nazionali e internazionali a conferma di una visibilità che la lirica di Ancona ha saputo conquistare sul campo in poco più di quattro anni. Una Stagione con 1.180 abbonati  e, sino ad oggi, con 950 spettatori provenienti da fuori regione e dall'estero in una città che d'inverno non attira certo masse di turisti. Per Nabucco, esaurito ormai da mesi, c'è una lista d'attesa di 200 nomi.

 

Nabucco (1842) è la terza opera del giovane Verdi e il primo dei numerosi trionfi del Maestro, tanto da imporre ben 75 riprese soltanto alla Scala. La fortuna di Nabucco è strettamente legata al successo di una delle pagine più celebri della storia della musica, il coro di "Va pensiero", che costituisce il fulcro ideale di un'opera che si articola attraverso una serie di ampi pannelli. L'essenza drammatica del Nabucco, con il tema principale della fermezza degli Ebrei di fronte alla persecuzione, corrisponde a una concezione della partitura estremamente massiccia, connotata dalla presenza di ottoni, trattata spesso con una  scrittura corale, ma senza trascurare lo spazio per il dramma intimo, come quello dedicato al canto della schiava morente, orchestrato con mano leggerissima, o il momento altissimo della follia del re. La grandezza della partitura dell'opera sta proprio in questa nuova capacità di far prevalere sempre e comunque il dramma, vale a dire l'individuazione di un conflitto tra personalità incarnate in tipi vocali (baritono/basso, baritono/soprano). Un capolavoro composto in tre mesi su un libretto dai toni biblici che aveva profondamente colpito il Maestro straziato dal dolore per la perdita di tutta la sua famiglia, in una Milano oppressa dagli austriaci.

I riferimenti alla Bibbia riguardano in particolare il regno di Giuda e la sua invasione da parte del re babilonese Nabucodonosor nel 587-586 a.C., quando fu saccheggiato il tempio di Gerusalemme, cui seguì la deportazione dei vinti in Babilonia, dove circa mezzo secolo dopo furono liberati.

 

 

Alle Muse, Nabucco viene proposto in un'edizione che vuole staccarsi dalle consuete esecuzioni. Infatti invece di seguire un gusto "postdatato" rispetto all'epoca dell'opera - fedele ad un'erronea concezione "tardoverdiana" - si intende recuperare idealmente quello che doveva essere lo stile esecutivo del periodo, ancora di matrice belcantistica. Per questo si è pensato a due protagonisti di esperienza belliniana e donizettiana, entrambi al debutto nel capolavoro verdiano, il soprano greco Dimitra Theodossiou e il baritono Roberto Frontali (non a caso l'anno scorso protagonisti alle Muse di un trionfale Roberto Devereux di Donizetti). E insieme a loro torna Bruno Campanella (anche lui "debuttante" nel Nabucco) uno dei massimi direttori specializzati nel repertorio primottocentesco, che costituirà senz'altro una curiosità in questo Verdi giovanile.

Lo spettacolo, proveniente dal Teatro Regio di Torino, è a firma di Daniele Abbado, uno dei registi di punta del momento, qui affiancato da Luigi Perego per le scene e i costumi, da Valerio Alfieri per le luci.

Il regista ha scelto una "chiave rievocativa" per l'allestimento che vede al centro della scena il Muro del Pianto, quel luogo simbolico della diaspora degli Ebrei che la leggenda vuole unica parte rimasta del Tempio di Gerusalemme. Abbado ha immaginato questo Nabucco come una narrazione senza tempo del popolo oppresso, là dove gli Ebrei (il coro) vestono abiti fine Ottocento primi Novecento, mentre i personaggi dell'opera indossano costumi tradizionali.

Come sempre alle Muse, saranno protagonisti l'Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro Lirico V.Bellini diretto da David Crescenzi e la Banda di Fiati della Città di Ancona.

 

Domenica 18 febbraio alle ore 11 nella sala del Ridotto, la consueta Guida all'Opera che precede ogni titolo della Stagione lirica sarà condotta dal critico musicale Fabio Brisighelli.

Già da domenica mattina saranno in vendita i libretti del Nabucco.

 

 

Biglietteria del Teatro delle Muse

via della Loggia - tel. 071.52525 - fax 071.52622 - boxoffice@teatrodellemuse.org

dal martedì al sabato  ore 10 - 17  orario continuato

(nei giorni di spettacolo, la biglietteria è aperta un'ora prima dell'inizio)

 

 

Parcheggio Traiano, via XXIX settembre, aperto per gli spettatori del Teatro delle Muse fino all'una di notte, costo forfettario 3 euro



Fondazione Teatro delle Muse - via della Loggia - 60121 Ancona
Tel. 071 207841 - Fax 071 20784207 e-mail: info@teatrodellemuse.org
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