Con l’introduzione di due pilastri in cemento armato, un progetto degli
anni Settanta cancellava l’immagine originale delle Mu
Con
l’introduzione di due pilastri in cemento armato, un progetto degli anni
Settanta cancellava l’immagine originale delle Muse e sanciva la definitiva
separazione tra l’involucro esterno del teatro e la sua prosaica architettura
interna. A
partire da qui, il nuovo progetto dei due
architetti Danilo Guerri e Paola Salmoni “restaura”
un rapporto armonico tra l’interno moderno e le facciate neoclassiche, conservando
quanto ha potuto (la scala di ingresso, il vecchio atrio) e creando una
continuità concettuale con lo spazio urbano esterno, là dove si pone l’enfasi
degli spazi più pubblici del teatro (atrio, foyer, sala delle feste). Il
risultato è un teatro-piazza con materiali che riprendono l’anima nomade e
precaria della “rappresentazione” (legno e metallo, graticciati e ballatoi) e
quella di monumento urbano (mattoni e pietre, forme retoriche e significati
collettivi).